Tumore al polmone per sigarette e fumo in casa: "alla guerra" con Lung Unit

27 giugno 2016 ore 23:59, Americo Mascarucci
"Per sconfiggere un nemico così agguerrito è necessario che l’esercito sia ben organizzato e altamente specializzato, non si va alla guerra in ordine sparso". 
Parla di guerra e di soldati il professor Cesare Gridelli, presidente dell’Associazione Italiana Oncologica Toracica (AIOT) parlando alla Conferenza Internazionale di Oncologia Toracica giunta alla sua quinta edizione che si è svolta a Napoli nel fine settimana.
Il nemico insidioso da sconfiggere si chiama "tumore al polmone".
"Il tumore del polmone - spiega Gridelli - è un nemico difficile da combattere e quindi è arrivato il momento che in Italia ci si organizzi in Lung Unit, sull’esempio delle Breast Unit per il cancro alla mammella che sono istituzionalizzate e rappresentano un punto di riferimento per il paziente, con équipe dedicate, risorse proprie e strategie mirate". 
Ma andiamo per ordine: partiamo dai dati:
In Italia il tumore al polmone è al quarto posto tra i tumori più frequentemente diagnosticati e provoca oltre 30 mila decessi l’anno, un milione nel mondo. 
Si stima che nel 2015 in Italia le nuove diagnosi siano state oltre 41mila, delle quali due terzi negli uomini (29.400) e un terzo nelle donne (11.700). 
Oltre 96mila le persone vivrebbero con un tumore del polmone
Il fumo rappresenta la prima causa di morte per tumore al polmone, anche perchè fumare in casa è un gesto abituale per 20 italiani su cento: una percentuale che arriva al 29% in Umbria e scende al 9% in Veneto. 
"Per combattere il killer e per ottimizzare le risorse - ha spiegato il dottor Gridelli - è necessario mettere in atto un percorso di lungimiranza che si occupi di diagnosi, terapia e prevenzione primaria e secondaria. Il tumore del polmone, così come è stato fatto per quello del seno, deve avere delle Lung Unit e cioè delle strutture organizzative all’interno delle principali strutture sanitarie che siano punti di riferimento per il paziente. Unità che possano contare su équipe (costituita da varie figure professionali come chirurgo, radioterapista, oncologo, pneumologo anatomo-patologo, biologo molecolare, radiologo etc.) altamente specializzate in grado di assicurare al paziente il miglior percorso terapeutico possibile: dalla diagnosi, così importante per poter avere cure mirate a bersaglio, alle terapie più innovative come l’immunoterapia". 
Un paziente con il tumore del polmone deve essere consapevole di essere curato in una struttura specializzata dove vi sono tutte le possibilità terapeutiche del caso".

"Il tumore del polmone cresce tra le donne perché continuano a fumare – spiega ancora Gridelli – ma l’aumento dell’incidenza della malattia in donne non fumatrici ci fa ipotizzare che ci sia anche una causa genetica e ormonale".
Tumore al polmone per sigarette e fumo in casa: 'alla guerra' con Lung Unit
Gli esperti lanciano un appello a smettere di fumare almeno in casa dal momento che il fumo passivo è una delle cause maggiori di sviluppo del tumore al polmone. Quindi non fumare in casa, oltre ad essere salutare per se stessi lo è ancora di più per chi ci sta accanto. 
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