Import vino: bene il Made in Italy, ma paga le sanzioni in Russia

27 luglio 2015, intelligo
Il vino italiano è da sempre nel mondo sinonimo di qualità e garanzia di eccellenza. Un prodotto in grado, come pochi altri, di mostrare il lato migliore dello Stivale in tutti e cinque i continenti. 

Import vino: bene il Made in Italy, ma paga le sanzioni in Russia
Come per ogni mercato, però, al di là di suggestioni e tradizioni ciò che contano sono i numeri. Quello presentati dall'Osservatorio Nomisma, Wine Monitor,  per quanto riguarda i primi 5 mesi del 2015 mostrano alti e bassi. 

Da un lato, infatti, si mostra in ripresa dopo il pessimo 2014 l'import cinese, mentre è in calo quello russo. 

Nel Paese orientale, infatti, fino a maggio 2015, l'import in valore fa registrare un +51% in valore e +38% in volume, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Di contro, sul fronte russo, il crollo degli acquisti di vino dall'estero è di oltre il 35% in valore e del 25% nelle quantità.

«La svalutazione del rublo conseguente al calo del prezzo del petrolio ha messo in crisi gli importatori russi - spiega Denis Pantini, responsabile di Wine Monitor - essendo il petrolio una delle risorse principali del Paese, più che le sanzioni europee legate alla crisi russo-ucraina è stato il crollo dei prezzi dell'oro nero a ridurre la capacità di spesa dei russi. E questo stallo dell'economia e dei consumi di vini esteri rischia di durare ancora a lungo».

Guardando alla Russia, il calo dei vini italiani è stato notevole e analogo alla media, con un -36% in valore, meglio della Francia, che ha subito una riduzione del 45%. 

Buone notizie arrivano infine dal mercato statunitense dove le performance dei vini italiani sono superiori alla media del mercato, registrando una crescita nei volumi del 10%, trainata dal Prosecco che ha toccato il +48% di maggiori quantità esportate. 


autore / intelligo
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