Istat, le tasse sulle imprese diminuiscono a sorpresa (o a comando)

27 luglio 2015, Luca Lippi
Istat, le tasse sulle imprese diminuiscono a sorpresa (o a comando)
Tasse sulle imprese giù del 10%: nel 2014 risparmi per 2,6 miliardi, questo quanto emerge da uno studio dell'Istat. I miglioramenti sono arrivati grazie alle misure sull'aiuto alla crescita economica (ACE) e l'Irap.

La tempistica è perfetta, prima il lancio del sasso (toglieremo le tasse sulla prima casa…), poi subito la notizia che le tasse possono essere tagliate (questo lo sapevamo già). Invero anche il governo lo sa bene giacchè i numeri si ricavano da uno streaming dello scorso anno e la sperimentazione è antecedente all’avvento di Matteo Renzi.

Vediamo in sintesi cos’è l’Ace (Aiuto alla crescita economica) prima di riprendere l’analisi dello studio Istat.
L’Ace è un’agevolazione per le imprese introdotta con la legge Decreto-Legge 201 del 6 dicembre 2011, è una riduzione dell’imposizione dei redditi derivanti dal finanziamento con capitale di rischio.

La struttura del capitale finanziario dello stato patrimoniale di un’impresa può essere costituito da capitale proprio dell’impresa (capitale di rischio), e capitale raccolto a debito (es. attraverso emissione obbligazionaria). La prima si chiama equity financed, la seconda debt financed; il rapporto fra il debito di un’impresa e il suo capitale si chiama leva finanziaria (leverage)
Attraverso l’Ace lo stato riduce lo squilibrio fiscale tra le imprese che si finanziano con capitale proprio e le imprese che si finanziano con il ricorso al debito.

In sostanza lo Stato italiano ha voluto premiare la ricapitalizzazione delle imprese avvenute senza il ricorso al debito perché attraverso la “ripatrimonializzazione” con capitale proprio intravede un concreto segnale di ripresa e una più sana competitività.

A questo proposito, l’attuale governo ha effettuato delle simulazioni calcolando l’impatto di tre eventuali misure da prendere nel breve termine: il potenziamento dell’Ace, maggiore deducibilità del costo del lavoro dell’Irap e il nuovo trattamento delle perdite introdotto nel 2011.

I costi per l’erario della deducibilità dell’Irap sono di circa 1,2 miliardi l’anno e portano a un taglio delle tasse del 4,5% per le imprese. L’Ace, invece, pesa sulle casse dello Stato per 1,4 miliardi (il 60% in più di quanto stimato nel 2011) e comporta un taglio delle tasse per le aziende del 5,4%.

L'Ace, rivela lo studio, è lo strumento più efficace per stimolare la crescita e i suoi benefici si potrebbero manifestare ancora meglio in condizioni di ripresa reale, ma già adesso riguardano sia le piccole (?) imprese che le grandi. L’impatto del nuovo trattamento delle perdite è invece ridotto.

Conclude lo studio Istat, che beneficiano della recente riforma della tassazione di sconti fiscali legati all’accumulo di capitale o alle assunzioni le imprese industriali e di medio-grande dimensione mentre emerge che la pressione fiscale rimane alta per le imprese del commercio e quelle piccole e medie.

Dunque il governo ha “intravisto” la possibilità di utilizzo dello sgravio fiscale per recuperare due terzi delle risorse necessarie per abolire la Tasi sulla prima casa (3,5 miliardi); ovviamente siamo ancora in una fase sperimentale e riteniamo ancora troppo ardita l’enfasi utilizzata dal Presidente del Consiglio che, comunque, beneficia degli effetti del decreto “salva Italia” di Mario Monti. 

Quantomeno lascia perplessi il fatto di spendere il lavoro di altri per elogiare un operato nei fatti ancora fermo. In ultimo, ma non ultimo, rimane elevata la pressione fiscale per le imprese del commercio e delle Pmi, quello starato che per decenni ha tenuto in vita finanziariamente lo Stato Italiano. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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