Per Socci la vera felicità è quella degli "Avventurieri dell'Eterno": il libro

27 luglio 2015, Americo Mascarucci
Si intitola “Avventurieri dell’Eterno” l’ultimo libro del vaticanista e gionalista cattolico Antonio Socci che spiega agli uomini, attraverso varie testimonianze, come si può raggiungere la “vera felicità”. 

Per Socci la vera felicità è quella degli 'Avventurieri dell'Eterno': il libro
Il termine “vera” potrebbe sembrare a prima vista banale ma in questo caso invece è la pietra su cui si fonda l’intera struttura del libro. Perché la felicità che traspare dai racconti proposti da Socci, non è quella data dal successo, dai soldi, dall’amore, dalle soddisfazioni e dai piaceri della vita, ma è la felicità che si incontra abbracciando e raggiungendo l’eterno, cioè Dio attraverso il suo figlio fatto uomo, Gesù Cristo

E lo scrittore utilizza il termine “vera” felicità proprio per contrapporla alla “falsa” felicità, quella puramente virtuale che sembra appagarci nella vita di tutti i giorni lasciandoci sostanzialmente vuoti nell’animo. Una felicità che, diversamente da quella che tanti di noi inseguono, non si raggiunge con il piacere e l’appagamento, ma al contrario con il dolore e la sofferenza, non è una felicità che dà potere, successo e gloria, ma una felicità che sotto certi aspetti umilia e fa soffrire.

Come spiegare altrimenti la felicità dei martiri, ossia di tutte quelle persone che, finalmente felici di aver abbracciato Cristo, hanno subito le torture e affrontato la morte pur di non perdere più quel diritto alla felicità vera finalmente conquistato? 

La storia dell’umanità è costellata di martiri che proprio nell’estremo sacrificio hanno raggiunto l’apice della felicità, morire con Cristo e per Cristo. Una felicità che anche oggi si può riscontrare in tante persone che, dopo aver provato l’ebbrezza della falsa felicità, hanno deciso di abbandonarla per abbracciare quella vera.

Come avvenuto per esempio a Katja Giammona un’ex attrice tedesca, classe 1975, figlia di un emigrante italiano, nata Testimone di Geova, che dopo una giovinezza contrassegnata da una fruttuosa carriera nel mondo del cinema, ha scelto di lasciare tutto per farsi suora. 

Non una semplice suora, ma una suora anacoreta che ha abbandonato definitivamente il mondo ritirandosi nel deserto a vivere, con il nome nuovo di Benedicta, una vita eremitica fondata sulla solitudine, la preghiera e la penitenza. Ma come, proprio lei che aveva trovato il successo e la felicità, la fama e la ricchezza, ha buttato tutto all’aria per farsi eremita? Eppure oggi sorella Benedicta racconta di aver finalmente trovato la felicità, quella vera, una felicità che solo illusoriamente aveva creduto di incontrare nella carriera da attrice. Oggi è felice nel silenzio che l’avvolge, il silenzio della preghiera e della solitudine eremitica, un silenzio rotto soltanto per rilasciare l’intervista contenuta nel libro attraverso la quale ci spiega come è arrivato l’incontro con Cristo ed è maturata la ferma convinzione di consacrare la sua vita a lui, sacrificando se stessa e rinunciando ai piaceri della falsa vita che in precedenza aveva goduto.  Socci ci presenta poi altre storie, anche riassumibili nei versi di scrittori e poeti che a loro modo hanno raccontato il viaggio verso l’eterno. Alcuni vi sono arrivati dopo aver visto in faccia la morte ed essersi trovati ad un passo dall’aldilà, altri ci sono giunti attraverso meditazioni e riflessioni sui grandi misteri della vita, ma tutti alla fine  sono concordi nell’affermare che incontrare l’eternità equivale ad incontrare il Dio fatto uomo, Gesù Cristo, l’unica fonte della vera felicità. E tutti coloro che hanno camminato verso l’eterno raggiungendo la meta e trovando finalmente la felicità vera, sono imbevuti di amore, un amore grande e misericordioso che non è venuto mai meno nemmeno di fronte alle sofferenze, alle persecuzioni, al martirio. 

Perché quando si ha la consapevolezza di aver raggiunto l’eterno non vi può essere sofferenza capace di far perdere la felicità guadagnata. Una felicità che non ha prezzo, una felicità che appaga più di tante ricchezze e tanti fittizi successi. Un libro quello di Socci che tende a far riscoprire all’uomo la sua vera missione terrena, forse l’unica, quella di ricercare ed inseguire l’eternità, diventando tutti indistintamente “avventurieri dell’eterno”. 

Un traguardo di tutti e per tutti senza limiti di alcun tipo perché c’è sempre tempo e modo nella vita per desiderare di abbracciare Cristo e con esso la certezza della vita eterna. Una strada che non è preclusa a nessuno, come non è stata preclusa ai personaggi raccontati nel libro, loro sì davvero folgorati dall’amore di Dio e dal suo desiderio di vederci tutti, indistintamente, felici.


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