Marò, Capuozzo: "Ho sentito Latorre, tra conforto e angustie. Ora è il momento di far pressione su Amburgo"

27 luglio 2015, Lucia Bigozzi
Marò, Capuozzo: 'Ho sentito Latorre, tra conforto e angustie. Ora è il momento di far pressione su Amburgo'
“Schermaglia giudiziario-politica” che sta nelle cose, ma il vero punto “è capire il peso della magistratura indiana e quello del governo nei confronti dei giudici che si sentono depredati del loro ruolo”. Così Toni Capuozzo, giornalista e scrittore, in libreria con un libro dedicato al caso Girone-Latorre “Il segreto dei Marò” (Mursia) spiega a Intelligonews cosa accade e cosa c’è da fare per mettere la parola fine sul dossier aperto da tre anni e mezzo. E suggerisce una strategia per portare Girone fuori dall’India…

Come valuta il nuovo muro contro muro tra India e Italia in vista dell’udienza del 10 agosto ad Amburgo?

«Credo che in parte c’era da aspettarselo. Pensare che l’India improvvisamente si facesse mansueta è illusorio. E’ una schermaglia giudiziario-diplomatica del tutto logica in questi frangenti. Resta da capire quale sia in India il peso di una magistratura che si sente depredata del proprio ruolo e quale sia il peso del governo, cioè se alzi un po’ la voce per accontentare, rassicurare la magistratura indiana o se in realtà acconsenta all’arbitrato internazionale».  

In base alla sua esperienza e conoscenza delle questioni geopolitiche, come bisognerebbe muoversi adesso e come si sta muovendo il ministro Gentiloni rispetti ai suoi predecessori?

«La sensazione è che la decisione di arrivare all’arbitrato internazionale non sia figlia della Farnesina. Abbiamo visto che le dichiarazioni centrali, strategiche, stiano nei passaggi del governo: Renzi prima ha parlato di arbitrato, poi di negoziato, per poi tornare all’arbitrato. Ecco, sono passaggi che mi pare siano stati gestiti da Palazzo Chigi e mi sembra che al ministero degli Esteri sia affidata la questione degli affari correnti».

Ma secondo lei è la strada giusta? Cosa dovrebbe fare il governo italiano soprattutto per il rientro di Girone in patria?

«Secondo me adesso gli sforzi andrebbero concentrati su un lavoro di pressione ad Amburgo proprio sulla questione di Girone. E’ ovvio che nelle more di un arbitrato devi arrivare a un compromesso e penso che la soluzione che in qualche modo non ferirebbe l’orgoglio indiano sarebbe quella di proporre che Latorre e Girone in questa fase soggiornino ad Amburgo. Ritengo che puntare tutto sul rientro in Italia di Girone rischi di irrigidire la posizione dell’India»

Ha parlato con Latorre, come sta? E Girone lo ha sentito? Qual è il loro stato d’animo?

«Ho sentito Massimiliano Latorre molto confortato, rasserenato dal fatto di aver concluso questo count down legato all’ipotesi del suo rientro a New Delhi poi risolto positivamente con la proroga alla permanenza in Italia. Ma al tempo stesso, è angustiato dal problema di Girone che rappresenta un’ombra quotidiana sulla sua vita in questa fase. Me lo ripete sempre: non è solo il sentimento di solidarietà tra due amici, quanto il fatto che Latorre per il fatto di essere in Italia sente il peso di una sorta di superiorità nei confronti di Girone che dall’India non si può muovere. Lui soffre umanamente questa disparità di condizione. Quanto a Girone non l’ho sentito, gli ho spedito il mio libro (Il Segreto dei Marò, edito da Mursia, ndr) in ambasciata a Delhi: spero che non glielo buttino in un cassetto»


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