Marino, Abbate: “Caro Gassman, #Romasonoio? Ecco perché non elogio la ‘buona volontà della ramazza”

27 luglio 2015, Marco Guerra
A leggere la stampa, Roma ha accolto con un’ovazione di consenso unanime l’iniziativa #Romasonoio lanciata da Alessandro Gassman per esortare cittadini dell’Urbe a ripulire le strade e piazze dei loro quartieri. Ma suoi social gli umori e il dibattito sono di tono decisamente diverso. Molte infatti le critiche da parte di chi pretende un servizio pagato con le imposte locali. IntelligoNews ha raccolto il parere dello scrittore di Fulvio Abbate che, proprio su questo
Marino, Abbate: “Caro Gassman, #Romasonoio? Ecco perché non elogio la ‘buona volontà della ramazza”
tema, ha avuto uno scambio di tweet polemici con l’attore romano. 

Allora Abbate vuole parlare di questa iniziativa lanciata da Alessandro Gassman che invita i cittadini della capitale a pulire Roma? 

“Come no! Ho passato la serata a twittare su questa cosa e sono entrato direttamente in polemica con lui…”

Ah bene, quindi secondo lei la proposta è una boutade che lascia il tempo che trova? 

 “Io non voglio mettere in discussione il volontariato, ossia che si può anche intervenire in prima persona davanti ad una situazione di emergenza. Ovvero chiunque in una situazione di emergenza è bene che prenda una scopa o una spugna per togliere la merda dal culo dell’ammalato abbandonato dai perfidi infermieri; perché questa è la metafora che meglio rappresenta la situazione di Roma. Ma assodato che non siamo ancora in una situazione di coprifuoco è inaccettabile – pagando noi delle imposte – immaginarci con le ramazze a rimettere a posto una metropoli - ammesso che Roma lo sia -, con tutta le complessità che comporta una metropoli. Quindi, la battuta di Gassman, ai miei occhi, è pura "bigiotteria culturale veltroniana". E l’attore si è pure risentito al mio commento su twitter, dove dicevo che mi sembra pura propaganda veltroniana questa #Romasonoio”.

Forse è un appello che arriva anche fuori tempo massimo visto che la città langue da anni sotto una coltre di inefficienza e immobilismo... 

“A me non interessa tutto questo, personalmente credo che Marino non può pagare per tutti coloro che lo hanno preceduto. Non ho votato Marino così come penso ogni male possibile di Alemanno. Ma c’è chi cerca di buttarla in politica; di fronte a questa mia presa di distanza alcuni mi hanno chiesto se volevo il ritorno di Alemanno, ma cosa centra?! Dico semplicemente che Roma dovrebbe essere una metropoli ma non lo è. Come scrivo nel mio libro, Roma è solo una Ciampino più estesa, non ha mai conquistato lo status di metropoli, detto questo, perfino a Ciampino sarebbe difficile intervenire con le ramazze. Dunque questa è l’ennesima manifestazione di certe anime belle della sinistra cittadina. 

Tra l’altro Gassman è stato criticato avendo twittato dall’Uruguay...

“Infatti la complessità dei problemi è tale che l’idea della ‘buona volontà della ramazza’ lascia il tempo che trova e rientra nell’ennesima manifestazione del buonismo. Io avrei voluto sentire delle parole dirimenti dal ceto intellettuale cittadino sia rispetto agli errori  di Alemanno, sia anche rispetto alla schiuma veltroniana e sia, infine, rispetto all’immobilismo totale di Marino e dalla sua giunta. Altrimenti si dica con molta sincerità che Roma va chiusa, poi si fa una grande manifestazione, si fanno uscire tutti noi che ci abitiamo e si mette un grande lucchetto -  magari si può bandire un concorso per commissionare questo lucchetto ad un grande artista internazionale – e la si chiude, abbandonandola al suo destino iconografico principale, ovvero ruderi e gatti. Basta si ammetta: non siamo in grado di governare la città, l’abbandoniamo al suo destino.  Ma chi potrebbe essere questo artista in grado di realizzare questo lucchetto?”

Proietti è stato molto più critico di Gassman: ha detto che a Roma non c’è un servizio che funzioni. Ma perché questo declino sembra inarrestabile? Che cos’ha questa città? 

“Vede io sto camminando in via Garibaldi e sotto i miei piedi ho una sorta di cimitero di san pietrini. C’è un concetto nelle caserme che è quello del ‘minuto mantenimento’, ovvero sarebbe quello di mantenere le aiuole a posto, ritinteggiare le facciate dei palazzi… evidentemente in questa citta mancano i requisiti minimi per tenerla in vita. Di conseguenza questa città va chiusa. Ribadisco, vanno fatti uscire tutti i residenti e va messo un grande lucchetto. Perché io non vedo soluzioni, ma non sono io che devo prospettarle. Anni fa urbanisti proposero di liberare il centro da ambasciate e ministeri, insomma ci saranno competenze e proposte da tenere in considerazione? Al di là di Fuksas e della sua nuvola ci sarà qualcuno che ha veramente delle competenze? Non possiamo pensare che sia nata oggi questa città con i suoi millenni di storia. Insomma io non so dare una risposta ma sicuramente mi piacerebbe che artisti e intellettuali non fossero dei conformisti. Ad esempio nessun artista ha detto una parola sull’assegnazione della presidenza del Maxxi alla Melandri, che non mi pare che abbia titoli tali da poter gestire quella specie di hangar del nulla. Ripeto, io non credo di avere risposte ma almeno sono una voce d’opposizione”.

Forse se ce ne fossero di più di queste voci d’opposizione non ci sarebbe bisogno della ramazza buonista di Gassman per destare le coscienze? 

“Ogni giunta che sale ha la sua corte. Alemanno aveva gli ex Nar, Veltroni e Marino hanno goduto della corte plaudente delle anime belle della sinistra che si sono chiuse gli occhi, ma in cambio di cosa? Poi capisco che le risorse vengono a mancare in tempi di crisi ma Roma ha un patrimonio monumentale straordinario, unico, quindi, in qualche modo, se esiste una Stato è arrivato il momento che si faccia sentire”.

Sta dicendo che il Governo centrale deve intervenire per salvare Roma? 

“Ovvio, dovrebbero intervenire Renzi, il Governo e tutte istituzioni. Roma è uno dei principali biglietti da visita di questo Paese”.
Anche se secondo lei non assurgerà mai allo status di metropoli e resterà sempre più provinciale rispetto alle altre capitali europee…
“Certo è proprio di questo che stiamo discutendo…”


autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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