Prevenire è meglio che curare l'Hiv: come funziona il farmaco anti-contagio

27 luglio 2016 ore 14:37, Americo Mascarucci
L'Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha raccomandato l'autorizzazione all'immissione in commercio nell'Unione europea di un farmaco chiamato Truvada che aiuta a prevenire l'infezione da Hiv. 
Deve essere somministrato ad adulti a rischio in combinazione con pratiche di sesso sicuro e funziona solo se usato prima di qualsiasi contatto con il virus. 
Si tratta di una terapia già usata come profilassi pre esposizione (Prep) nei sieropositivi, che in diversi studi si è rivelata in grado di abbassare notevolmente il contagio per persone non infette ma "a rischio". 
In particolare sono stati condotti studi su omosessuali e transgender che hanno comportamenti a rischio e su eterosessuali che hanno un partner fisso sieropositivo. 
"Una volta che sarà garantita l'estensione - si legge nel comunicato dell'Ema -, ogni Stato membro potrà prendere una decisione sul prezzo e il rimborso basata sul potenziale ruolo di questo farmaco nel contesto dei sistemi sanitari nazionali". 
Negli Stati Uniti sono già in corso alcuni progetti che prevedono la somministrazione agli omosessuali, mentre alcuni Paesi africani hanno dichiarato di voler adottare la profilassi, ad esempio nel caso di coppie in cui uno dei partner è sieropositivo. 
Il farmaco era stato approvato per la prima volta dalla Ue nel 2005 in combinazione con almeno un altro farmaco antivirale per il trattamento di adulti con infezione da Hiv-1. 

Prevenire è meglio che curare l'Hiv: come funziona il farmaco anti-contagio
Il medicinale contiene due principi attivi che sono l'emtricitabina e il tenofovir disoproxil.
Quest'ultimo è un 'profarmaco' di tenofovir e viene convertito in tenofovir nell'organismo. 
Emtricitabina e tenofovir lavorano in modo simile, bloccando l'attività della trascrittasi virale inversa, indispensabile per consentire al virus di replicarsi.
Il comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell'Ema ha basato la propria decisione su due studi che hanno mostrato una riduzione sostanziale del rischio di Hiv-1, quando Truvada viene utilizzato. In uno di questi, lo studio iPREX, ha ridotto il rischio di infezione da Hiv del 42% negli uomini sieronegativi o in donne transgender che hanno rapporti sessuali con uomini, gruppi considerati ad alto rischio di infezione da Hiv. Nel secondo studio (studio Partners PrEP) Truvada ha ridotto il rischio di infezione del 75% nei partner eterosessuali di uomini e donne sieropositive.
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