Rouen, Mario Adinolfi: "E' attacco a Occidente cristiano e dura da 14 secoli. Tornare a Ratisbona"

27 luglio 2016 ore 10:27, Adriano Scianca
"Il nemico dell'Isis è il cristiano. Questo è il dato di partenza senza cui non si comprende nulla". Lo dice a IntelligoNews Mario Adinolfi, direttore de La Croce e fondatore del Popolo della Famiglia. E aggiunge: "La risposta viene dal discorso di Benedetto XVI a Ratisbona"

L'attacco alla chiesa costituisce l'inizio di un'escalation?

Rouen, Mario Adinolfi: 'E' attacco a Occidente cristiano e dura da 14 secoli. Tornare a Ratisbona'
«Il punto da cui partire è che non è un obiettivo nuovo. I cristiani sono perseguitati dall'Isis e dal fondamentalismo islamico in un'area che va dal Pakistan alla Nigeria e che comprende un miliardo di persone. I cristiani sono continuamente uccisi e umiliati, le chiese vengono date alle fiamme. Il cristianesimo è la religione più perseguitata da decenni. La Francia è la propaggine di qualcosa che avviene da molto tempo, anche se ci impressiona di più. Questo è il dato di partenza senza cui non si comprende nulla».

Quindi quella retorica sul terrorismo che colpisce i nostri divertimenti, le nostre libertà va rivista?

«Quello dell'Isis è un attacco all'Occidente cristiano. Il nemico è il cristiano. Il cristiano di Mosul, della Nigeria o di Rouen. Il loro è un attacco ai “crociati”, come dicono in ogni rivendicazione. I nostri media leggono il fenomeno alla luce della geopolitica, del fatto militare, dell'immigrazione ma si rifiutano di comprendere la dimensione religiosa del terrorismo. La questione centrale è che da 14 secoli, l'Islam attacca il cristianesimo».

In tutto questo, il perdono e il dialogo portato avanti dal cattolicesimo non suona come una pericolosa inerzia?

«Io ho scritto un editoriale che si intitola: “O capiamo, o moriamo”. I cristiani devono per prima cosa capire e spiegare ciò che avviene. Bisogna raccontare il martirologio. Se capiamo questo capiamo la risposta. L'Europa ha sempre perso perché divisa. L'Europa vince quando si unisce attorno alla croce. Serve un sussulto identitario».

C'è chi dice che l'Islam è nemico in blocco, chi invece parla di una religione di pace che non ha nulla a che vedere con il terrorismo. Lei cosa ne pensa?

«L'Islam è una realtà complessa e non gerarchizzata. C'è, peraltro, anche una guerra intra-religiosa, l'Isis fa anche moltissimi morti musulmani. Questi atti terroristici sono solo propaganda rivolta al mondo islamico affinché l'opzione fondamentalista prenda sempre più piede. In tutto questo, la risposta viene dal discorso di Benedetto XVI a Ratisbona, che riscosse valanghe di insulti dagli intellettuali europei. Quel grande Papa cattolico diceva che o i musulmani assumono il modello cristiano, un modello che resta se stesso ma si confronta anche con l'illuminismo e con la modernità, oppure qualsiasi musulmano continuerà a credere che il Corano sia stato dettato letteralmente da Allah senza mediazione e che quindi le sure che invitano a perseguitare i fedeli siano un ordine divino da adempiere. Quindi la risposta è: tornare a Ratisbona».
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]