Rai il giorno dopo la trasparenza, da Alfano ai 5S è tutta una polemica

27 luglio 2016 ore 10:48, Lucia Bigozzi
Dalla trasparenza alle polemiche. Il giorno dopo il Cda sul piano del dg Campo Dall’Orto, si riapre il dibattito fuori e dentro Viale Mazzini. Il più critico tra i critici è il ministro dell’Interno che sferra l’affondo: “In una grande democrazia come l'Italia non è possibile che il dg della Rai guadagni sei volte più del premier: se questa dirigenza continua così, sarà quella che a furor di popolo farà privatizzare la Rai”. In un’intervista a Radio Anch’io, il leader di Ncd rincara la dose: “Se il canone dei telespettatori viene utilizzato per pagare non giornalisti interni all'azienda, ma persone prese magari dall'Espresso o da Repubblica che poi fanno trasmissioni flop dal 2%, questo non va bene”. E siccome stipendi e cifre da ora in poi sono online, basta leggere per scoprire che anche in Rai, come in tutte le aziende, il più pagato è il ‘capo’, ovvero il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto che percepisce 650 mila euro. Subito dopo arriva – nel settore dei dirigenti - Antonio Marano (ai vertici di Rai Pubblicità) con 392 mila euro. Tra i giornalisti il più pagato risulta Giancarlo Leone (si occupa dei palinsesti tv, con 360 mila euro all’anno). In classifica – secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Ansa - ci sono pure Mauro Mazza (vice direttore giornalistico ad personam Rai Vaticano) con 340 mila euro; Mario Orfeo, direttore Tg1, con uno stipendio di 320 mila euro all’anno. C’è poi la new entry Carlo Verdelli, direttore editoriale per l’offerta formativa con un plafond di 320 mila euro e Andrea Vianello nel ruolo di caporedattore alle dipendenze del direttore Tg2, già direttore di Rai Tre, con l’attivo uno stipendio di 320 mila euro. 

Rai il giorno dopo la trasparenza, da Alfano ai 5S è tutta una polemica
La presidente Rai Monica Maggioni percepisce 270 mila euro, mentre nella direzione di Rai Tre si collocano Irene Bignardi (300) e di Rai Due Ilaria Dallatana (300)
. Critica anche la posizione die 5Stelle che con il presidente della Commissione di Vigilanza Rai Roberto Fico attacca: “Quasi tutte le nostre proposte sono state bocciate, tranne il Piano per la trasparenza che oggi obbliga la Rai a pubblicare online gli stipendi. Ma quella targata Renzi resta una riforma orribile perché tiene la Rai legata a doppio filo al potere esecutivo con la nomina dell’ad da parte dello stesso governo”. 
autore / Lucia Bigozzi
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