Rouen, Casapound: "Questa è una follia di cui la Chiesa è stata complice insieme alla sinistra"

27 luglio 2016 ore 13:46, Americo Mascarucci
"La Chiesa sta pagando le conseguenze della sua politica delle porte aperte a tutti in nome dell'accoglienza e della solidarietà verso chi soffre".
Ne è convinto Simone Di Stefano vicepresidente di CasaPound che ad Intelligonews commenta i gravi fatti di Rouen.

Di Stefano, adesso i terroristi entrano direttamente nelle chiese e uccidono i preti sull'altare. Che significa secondo lei?

"Significa che stiamo assaporando il frutto malato di una fallimentare politica dell’accoglienza. I due attentatori di Rouen erano nati in Francia ed erano divenuti cittadini francesi grazie allo ius soli: però di fatto non si sono mai sentiti francesi fino a desiderare di tornare al di là del Mediterraneo per combattere con l'Isis. Alla fine hanno scelto di colpire una chiesa e di sgozzare un prete. La colpa è di un’Europa che ha accolto troppe persone con identità diverse, incompatibili con l'identità europea"

Pensa che la Chiesa, promuovendo l'accoglienza e il dialogo, stia contribuendo al suicidio del cristianesimo come sostengono molti?

"La Chiesa non ha sbagliato a dialogare con l'Islam, ha sbagliato a non rimarcare che l'Europa non era terra dell'Islam. Il dialogo può andare bene ma a patto che poi si fermi prima di Lampedusa. Poi è evidente che se si vogliono masse di lavoratori immigrati qui nel continente per farli lavorare come schiavi non si possa imporgli di cambiare religione o impedirgli di pregare. Il problema sta nel fatto che questa idea è diventata permanente, fino a far ritenere che in Europa ci sia lo spazio per l’Islam. Questa è una follia di cui la Chiesa è stata complice insieme alla sinistra".

E' notizia dell'ultima ora l'arresto nel Savonese di due sospetti terroristi che avevano postato su Whatsapp, utilizzando il telefono di un'amica, la foto di una giovane ragazza combattente dell'Isis con un mitra in mano. I terroristi dunque vivono e lottano in mezzo a noi?

"Penso che se un terrorista si sta organizzando per un attentato non si mette a fare l'imbecille sui social. Premesso ciò è giusto che anche di fronte al minimo sospetto si agisca e si faccia di tutto per prevenire il rischio attentati. Ogni minimo segnale non va sottovalutato. Fortunatamente nel nostro caso si tratta di stranieri sprovvisti della cittadinanza che possono essere immediatamente espulsi. Trovo assurdo che a sinistra, di fronte a quanto sta avvenendo nel mondo, ci sia chi continui a chiedere il riconoscimento della cittadinanza, non per chi nasce in Italia, ma addirittura per chi arriva. Questa la trovo davvero la peggiore delle follie"

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