Rouen, Souad Sbai : “Mi ha ricordato l’Algeria del '95, dagli intellettuali ai bar fino ai sacerdoti"

27 luglio 2016 ore 13:35, Lucia Bigozzi
“C’è un salto di qualità: sgozzare un prete dentro una chiesa, leggere un sermone dentro la chiesa, mi fa ricordare l’Algeria del '95”. Il particolare lo evoca Souad Sbai, giornalista e presidente dell’Associazione delle Donne marocchine in Italia, tornando al massacro dei monaci decapitati nel monastero di Tibhirine. Nella conversazione con Intelligonews, mette in guardia dai rischi per l’Occidente.

L’attacco in una chiesa cattolica con un prete sgozzato è una novità di cui tenere conto oppure rientra nell’escalation del terrorismo islamico che abbiamo visto finora?

"C’è un salto di qualità: sgozzare un prete dentro una chiesa, leggere un sermone dentro la chiesa, mi fa ricordare l’Algeria del '95. L’Occidente sta vivendo la stessa identica storia: hanno attaccato gli intellettuali, i bar, fino ai sacerdoti. L’attacco al monastero algerino con la decapitazione dei monaci di Tibhirine ricorda molto quanto accaduto nella chiesa di Rouen, ma il punto è che noi dimentichiamo troppo spesso e con altrettanta facilità quello che accade intorno a noi. I terroristi islamici non si fermano: questi sono ragazzi ben preparati e mi dispiace che alcune tv o alcuni media voglia deformare l’informazione: c’è poco da deformare… Il ragazzo di 18 anni afghano o arabo, corrisponde a un ragazzo che in Italia ha 27 anni, perché loro sono capo-famiglia già a dieci anni, hanno già delle responsabilità. Per questo io dico: non cadiamo nel pietismo del ragazzo giovane. No, loro sono maturi di testa non sono piccoli e inesperti". 

Rouen, Souad Sbai : “Mi ha ricordato l’Algeria del '95, dagli intellettuali ai bar fino ai sacerdoti'
Enrico Mentana individua una escalation studiata nella simbologia degli attacchi in Europa: prima i luoghi della movida, poi gli stadi, poi la metropolitana, per finire alla chiesa. Gli attentatori saranno anche psicopatici ma scelgono ogni volta un luogo diverso. C’è questo simbolismo secondo lei? 

"In quanto accaduto finora, c’è tutto fuorchè che questi sono psicopatici. A Nizza l’uomo che ha massacrato donne e bambini, falciati con il tir bianco, un’operazione pianificata da mesi chiamarlo psicopatico mi sembra assurdo. Uno psicopatico può attaccare una-due persone, ma non è in grado di organizzare un attacco terroristico. Io lascio l’esercizio a chi vuole deformare le notizie. Mentana ha totalmente ragione, però entrerà nel gruppo nostro di chi viene ascoltato relativamente perché disturbiamo, perché diciamo la verità: è un po’ cruda la realtà che raccontiamo ma la raccontiamo forse anche un po’ prima che accada. Io ricordo che sulla Normandia scrissi un articolo nel 2013 sulla scuola coranica importante vicino a Rouen, dove tengono i bambini in uno chateau e dalla mattina alla sera insegnano loro salafismo, jihadismo. Ma quell’articolo passò così senza grandi attenzioni. Oggi parliamo della Francia, ma attenzione perché ce l’abbiamo anche in Italia. Vedo la sfilata di alcuni presidenti di associazioni islamiche ma va detto che nella comunità islamica non c’è un leader, una persona sola al vertice, non c’è un prete o una gerarchia. Loro continuano a dire: non c’entrano niente, le moschee non c’entrano niente; io invece continuo a dire che le moschee fai-da-te sono state e continuano ad esserlo, il disastro dell’avanzata fondamentalista della Fratellanza musulmana". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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