Guido Castelli (FI) scrive a Renzi: "Col mio libro presento il fronte del No dei sindaci"

27 luglio 2016 ore 16:49, Americo Mascarucci
"No, Caro Matteo". E' il titolo del libro che il sindaco di Ascoli Piceno Guido Castelli ha presentato oggi a Roma presso la Sala Rossa dell'Istituto Luigi Sturzo alla presenza di numerosi colleghi sindaci (Teramo, Chieti, Arezzo), i parlamentari Giorgetti e Di Stefano, e del costituzionalista Luca Antonini.
Un libro che si configura a tutti gli effetti come una lettera aperta a Matteo Renzi, la lettera di un sindaco deluso dal primo "sindaco d'Italia".
Ad Intelligonews Castelli spiega da dove è nato il desiderio di scrivere questo libro pubblicato dalle "Edizioni d'Este".

Sindaco Castelli, cosa vuole dire in sostanza con questo libro al Presidente del Consiglio?

Guido Castelli (FI) scrive a Renzi: 'Col mio libro presento il fronte del No dei sindaci'
"Questo libro ha tre finalità: è innanzitutto la lettera di un sindaco deluso da chi all'inizio della sua avventura politica nazionale prometteva di fondare sui sindaci e sui territori il proprio modello di Governo del Paese. La delusione di un sindaco nei confronti di un collega sindaco che ha riproposto un neo centralismo identico a quello di Mario Monti che sta penalizzando gli enti locali e soffocando la capacità di erogare servizi.  In secondo luogo questo libro vuole rappresentare una testimonianza dalla trincea dell'amministrazione locale, dal momento che negli ultimi cinque anni i primi cittadini hanno dovuto fronteggiare quella che l'economista Massimo Bordignon ha definito un’economia di guerra. I Comuni hanno pagato un prezzo insostenibile di ben 16 miliardi, 8 di patto di stabilità e 8 di tagli, con ingenti sacrifici da parte dei sindaci che secondo qualcuno sarebbero dovuti diventare novelli sceriffi di Nottingham, ossia esattori dello Stato presso i cittadini. Molti sindaci, compreso il sottoscritto, hanno detto no. Poi c'è il discorso del referendum".

Lei ovviamente voterà No alla riforma costituzionale?

"Il mio no è un no diverso, è il no dal punto di vista dei sindaci che si oppongono all'abolizione dall'articolo 119 della Costituzione, quello cioè che stabilisce il carattere concorrente del coordinamento della finanza pubblica. Nessuno ne parla ma l'abolizione di questo articolo sarà devastante per gli enti locali. Fino ad oggi infatti questo articolo ha permesso ai sindaci di appellarsi alla Corte Costituzionale quando ad esempio i tagli disposti dallo Stato erano in conflitto con il principio di concorrenzialità. E la Suprema Corte ha quasi sempre accolto le nostre ragioni. Rimuovendolo l'articolo 119 si completa un processo di neo centralismo che sacrificherà le autonomie. Il rapporto fra Stato e enti locali sarà identico a quello che esiste fra l’Europa e gli stati".

Però i Comuni sono spesso additati come centri di spreco in base al principio che tutto ciò che è pubblico sia da buttare in quanto costoso e inefficiente. Vedi le partecipate

Guido Castelli (FI) scrive a Renzi: 'Col mio libro presento il fronte del No dei sindaci'
"Esiste un sistema pubblico delle autonomie che ha prodotto qualità urbana ed efficienza dei servizi, esiste un buon pubblico che è quello delle autonomie e che non è affatto anti economico soltanto perché pubblico. Come conferma un rapporto di Mediobanca ci sono società municipalizzate del gas e dell’energia elettrica che producono 4 miliardi di utili.  Bisogna quindi saper discernere ciò che va bene e funziona da ciò che va male e produce spreco. Se alcune partecipate come quelle dei trasporti fanno schifo ci sono quelle dell’energia che al contrario funzionano e sono una ricchezza per i Comuni".

Lei è un esponente di Forza Italia. Cosa pensa della nomina a coordinatore di Stefano Parisi e del progetto della "Leopolda dei moderati"? 

"Parisi è espressione di un modello in cui mi sono sempre riconosciuto, quello di un centrodestra inclusivo che parte dalla Lega e arrivi fino al Nuovo centrodestra. Se Parisi rimarrà fedele a questo schema, che poi è lo schema delle elezioni comunali di Milano che lo hanno visto gareggiare a capo di un centrodestra unito, io sarò con Parisi e sosterrò il suo progetto politico. Inoltre, a parte Ncd che in questo momento è al Governo con Renzi, tutto il resto del centrodestra è nel perimetro del No al referendum, Sul piano dei temi è assolutamente necessario che il centrodestra si costruisca su una scala di valori da individuare insieme".

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