Centrodestra, operazione restyling aspettando un leader dinamico

27 maggio 2014 ore 9:31, Americo Mascarucci
Centrodestra, operazione restyling aspettando un leader dinamico
E' crollato il “buongoverno del centrodestra”. Ricordate, fu proprio definita "stagione del buongoverno" la conquista da parte dell’alleanza berlusconiana delle regioni precedentemente governate dalla sinistra, Sardegna, Piemonte e Abruzzo. Una speranza che oggi si è sciolta come neve al sole di primavera, sotto le picconate di un elettorato che ormai sembra non assicurare più alcuna rendita di posizione
. La sconfitta in Piemonte era in conto dato lo spessore e l'alto gradimento di cui gode da sempre Sergio Chiamparino, ex sindaco di Torino e candidato senza rivali data l’inconsistenza del fronte avversario; meno scontate erano invece le sconfitte in Sardegna (dove si è votato recentemente con esiti altrettanto deludenti) ed in Abruzzo. Qui per altro nel 2009 il centrodestra aveva vinto sulla scia degli scandali giudiziari che avevano investito la gestione della sanità da parte del centrosinistra con l'arresto dell'ex governatore Ottaviano Del Turco. Gianni Chiodi sembrava rappresentare una speranza di rinascita per la Regione, dal punto di vista sia morale che amministrativo. Poi è arrivato il terremoto dell'Aquila e tutte le polemiche che hanno interessato la ricostruzione e che, per dovere di cronaca, va detto che non hanno riguardato soltanto il centrodestra ma anche il Pd ed il sindaco dell'Aquila Cialente, famoso per la sua abilità nel rassegnare dimissioni puntualmente ritirate. Polemiche che forse non avrebbero provocato gli stessi danni di quelle legate alle presunte notti romane di Chiodi con la consigliera di parità regionale a spese dell’Ente, o al contratto dell'ex assessore regionale alla cultura alla propria segretaria con tanto di richiesta di prestazioni sessuali mensili. Tutte accuse che sono oggetto di indagine della magistratura insieme ad altre che riguardano per l'appunto la gestione dei fondi post terremoto, e che hanno contribuito ad offuscare l'immagine del tanto sbandierato buongoverno del centrodestra. Non è andata meglio in Piemonte con gli scandali legati alle spese pazze degli amministratori e a quelle mutande verdi acquistate dall'ex governatore Roberto Cota e messe in conto alla collettività. Storie di ordinaria "miseria politica" che hanno avuto come risultato quello di indignare l'opinione pubblica, dando manforte all'antipolitica. Dunque gli elettori il buongoverno del centrodestra non lo hanno visto e stavolta non è proprio il caso di mettersi a gridare al complotto giudiziario. Le inchieste sono nate sulla scia di vicende che, al di là dell’effettiva consistenza penale, ci sono state e se alla fine non costituiranno un reato resteranno comunque censurabili sul piano etico e dell’opportunità politica. Le debolezze del governatore Chiodi o la sbadataggine di Cota che per errore consegna lo scontrino delle mutande e se le fa rimborsare, sono fatti che comunque la si spensi non possono non indignare l’opinione pubblica ormai sempre più abituata a diffidare delle difese d’ufficio dei politici spesso più gravi del fatto stesso. E allora, dopo aver perso gran parte delle regioni che aveva conquistato con la promessa di un buongoverno, il centrodestra avrà un gran da fare nel leccarsi le ferite e rimettere insieme i cocci di un fronte frammentato in mille pezzi. In Piemonte non si è stati nemmeno in grado di mettere in piedi un’alleanza degna di questo nome; Chiamparino avrebbe vinto ugualmente ma almeno non si sarebbe data l’idea di una ritirata strategica quasi pensata ad arte per lasciare campo libero al centrosinistra e a Grillo. Un sipario umiliante è calato su una stagione che si era aperta cinque anni fa con grandi speranze di rinnovamento e si è infranta sul muro di una stanza di hotel e di un negozio di biancheria intima. Ai reduci del berlusconismo non resta che sperare, forse anche nel sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo. Lui, giovane e dinamico, è guardato con grande diffidenza negli ambienti forzisti da chi vede come il fumo negli occhi l’operazione restyling più volte auspicata da Berlusconi. Un’operazione che adesso diventerà quasi vitale.  
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