Iannone (CPI): “Qui la Zanicchi e Alemanno, lì la Le Pen. Ecco perché abbiamo appoggiato la Lega”

27 maggio 2014 ore 11:05, Marta Moriconi
Iannone (CPI): “Qui la Zanicchi e Alemanno, lì la Le Pen. Ecco perché abbiamo appoggiato la Lega”
Borghezio ringrazia la destra di CasaPound tra titoli giornalistici come “clamoroso”, “incredibile”, “sorprendente”. Invece solo venerdì scorso, l’endorsement al Carroccio del presidente del movimento, Gianluca Iannone, era stato annunciato sulla pagina facebook e comunicato alle agenzie con queste parole: “CasaPound non è abituata a rimanere alla finestra. Ho scelto e vi invito per questa volta a votare Lega con preferenza a Borghezio nella circoscrizione centrale, anzitutto per l’alleanza con il Front National di Marine Le Pen, per le posizioni antieuro, per le posizioni contro l’immigrazione, per i referendum contro la Fornero e la legge Mancino”. A questo punto IntelligoNews ha intercettato proprio Iannone, per analizzare il voto di CasaPound ma anche quello in Francia e in Inghilterra e capire cosa sta succedendo “a destra” dell’Italia. CasaPound e Borghezio. Cosa l’ha convinta a sostenerlo e perché tanto stupore nonostante l’annuncio con tanto di spiegazione.
Iannone (CPI): “Qui la Zanicchi e Alemanno, lì la Le Pen. Ecco perché abbiamo appoggiato la Lega”
Iannone (CPI): “Qui la Zanicchi e Alemanno, lì la Le Pen. Ecco perché abbiamo appoggiato la Lega”
«La mia indicazione è stata preceduta da un’analisi dove con dispiacere spiegavo il bluff della democrazia in cui viviamo: partiti come Ncd, presenti in Parlamento, anche senza raccogliere le firme hanno potuto partecipare alle elezioni, mentre noi no. Con rabbia e delusione abbiamo visto francesi e greci, con i quali abbiamo rapporti, partecipare alle Europee per demolire l’Europa delle banche e per crearne una delle patrie. Mentre noi qui sa chi avevamo? Iva Zanicchi, Syusy Bladi, Kyenge… A questo punto, dopo questa premessa, ho fatto un invito la settimana scorsa: ho chiesto, per questa volta, di votare Lega Nord dando la preferenza a Borghezio, perché lui è una persona di estrema lealtà, coraggiosa e coerente, e onesta intellettualmente. Era giusto dargli voto e il nostro sostegno». Ma quanto ha’ rosicchiato’ a destra la Lega? «Qui a Roma ha duplicato i voti anche grazie a noi, perché non parla più di secessione e di Padania, ma fa un discorso che la destra da noi non ha mai fatto. Alfano, Berlusconi hanno governato con i governi tecnici e si sono condannati da soli all’”atomizzazione”. La Lega, che fa un discorso di primato nazionale e di controllo protezionistico sui nostri prodotti e delle nostre frontiere, che parla dei Marò ostaggio dell’India, è in linea con le nostre battaglie e noi andiamo oltre le etichette e i pregiudizi. Visto che la politica è anche qualcosa in movimento, a noi piaceva quest’impronta data da Salvini e allora abbiamo optato per loro». La Lega Nord senza questo nome (un po’ limitante) avrebbe ottenuto ancora più consenso? «E’ chiaro che nome e simbolo siano limitanti, infatti incontra avversioni più si scende in Italia. Però ognuno ha la sua storia. Alla fine sogniamo tutti una terra con un po’ più di curiosità intellettuale e meno pregiudizi. Stiamo ancora con le categorie e intanto il Paese affonda. Bisogna avere il coraggio di superare gli schemi. Altrimenti non si esce da queste sabbie mobili e nel frattempo veniamo saccheggiati dalla Banca Mondiale siamo indebitati non abbiamo più lavoro». Perché l’Europa ha aperto alle destre mentre in Italia ha fallito?

«Ci sono vari ingredienti del pasticcio: innanzitutto la figura della Le Pen è quella di una donna combattente, pulita, affascinante, ferma, rispecchia la popolazione e la classe media della Francia. Lei è di volontà, sembra un po’ una Giovanna d’Arco del nuovo millennio. Qui manca una cosa del genere: mancano punti di riferimento e pulizia etica. La destra da Ncd a Forza Italia e Fratelli d’Italia ha fatto discorsi in cui si vede che resta cameriere dei banchieri. Alla fine si perde di credibilità. E parlo anche della Meloni che ha firmato 47 emendamenti del governo Monti che diceva di non sostenere».

Secondo lei, gli italiani hanno punito il centrodestra proprio sulla base della credibilità? «Certo, è questo problema. Se poi nel collegio centrale candidi una persona come Alemanno, incandidabile a mio avviso per come ha amministrato la città e per come ha perso le elezioni, di nuovo tu rappresenti ben poco. Per non parlare del “riciclaggio” di La Russa. Insomma, ha capito». Nel centrodestra cosa accadrà? «Spero che da queste elezioni possa nascere qualcosa ma credo che nei prossimi 10 anni non avverrà nulla. Oppure vedremo un accrocco enorme in cui si metteranno tutti insieme. Comunque vada quanto fatto fino ad oggi ha segnato il centrodestra. Umanamente, ora, il centrodestra è di qualità molto bassa». Seguici sulla pagina Facebook mettendo il tuo "mi piace"
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