Ripresa, Visco chiede riforme ma con Renzi usa il guanto di velluto

27 maggio 2015, Luca Lippi
Ripresa, Visco chiede riforme ma con Renzi usa il guanto di velluto
E’ il bello di seguire l’impostazione data dal Direttore, anticipare la notizia, e la Civetta ieri ha scritto quello che avrebbe detto poche ore dopo da Palazzo Koch il Governatore della Banca d’Italia (alle 21 l’assemblea annuale di Bankitalia era ancora in corso in via Nazionale). Riassumiamo quanto dichiarato da Ignazio Visco.

Il Governatore vede un’integrazione sempre maggiore fra i Paesi dell’Eurozona pur non nascondendo qualche residua tensione. Esorta, esattamente come all’audizione in Senato, l’Italia a proseguire con le riforme in maniera da garantire una ripresa ancora più forte e vicina; il riferimento diretto è alla riforma sul lavoro sulla quale aggiunge di non poter vedere risultati nel breve termine ma ne giudica l’efficacia positivamente nel medio termine.

Alterna accenni alla ripresa economica dell’Italia e dell’Europa a moniti che ne minacciano l’incedere, e il riferimento diretto è alla crisi Greca. Afferma che al momento non ha causato che ripercussioni lievi, ma nel lungo periodo potrebbe minare l’equilibrio dell’intera UE; non è stato chiaro se auspica l’uscita della Grecia, oppure esorta a un massiccio intervento congiunto per tenerla dentro, dando un taglio alle lunghe e inutili discussioni che riempiono le cronache da mesi.

Ieri sera il ministro Padoan ha dichiarato che la Grecia risolverà con l’aiuto dell’Europa ogni problema e rimarrà certamente nell’UE, è deducibile credere che Visco intenda dire la medesima cosa. Aggiunge il Governatore Visco un augurio e una richiesta affinché il sistema creditizio venga messo nelle condizioni di sostenere nuovamente l’economia italiana in maniera più che soddisfacente, e questo conferma la nostra convinzione che ad oggi ancora non c’è nessuna volontà da parte delle banche di sostenere la ripresa nonostante gli interventi di liquidità messi in campo da Mario Draghi prima ancora del QE. 

In questo contesto emerge il discorso della creazione di una Bad Bank, sospettiamo che le banche avanzino rivendicazioni alle istituzioni sull’argomento. In sostanza o si crea un’istituzione che assorba tutte le sofferenze (e anche qualche titolo spazzatura) accumulatosi durante la crisi oppure niente sostegno alla ripresa.

Conclude Visco che il centro studi di Bankitalia intravede segnali importanti di ulteriore ripresa sia per l’Italia sia per l’Europa, tuttavia tutto questo passa esclusivamente a condizione che le riforme viaggino velocemente verso un’attuazione, costi quel che costi. A giudicare il tenore d’interventi precedenti del Governatore dove è stato decisamente più critico riguardo diverse azioni del Governo, sembra quasi di avere la sensazione di trovarsi di fronte il prossimo Presidente del Consiglio italiano gradito all’UE.
autore / Luca Lippi
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