Rapisarda racconta il segreto di Salvini: "Interpreta rabbia esistenziale che i media non capiscono"

27 maggio 2015, Adriano Scianca
Rapisarda racconta il segreto di Salvini: 'Interpreta rabbia esistenziale che i media non capiscono'
In Europa soffia il vento del populismo, mentre la “rivoluzionaria” agenda sull'immigrazione sembra la solita beffa di Bruxelles. Insomma, tutto porta acqua al mulino di Matteo Salvini. All’armi siam leghisti, il nuovo saggio di Antonio Rapisarda (Aliberti, pp. 237, € 16,00) prova a spiegare la nuova Lega anche partendo da queste dinamiche. “Salvini si sta evolvendo da leghista a sovranista – spiega l'autore a IntelligoNews – e così facendo intercetta una rabbia esistenziale e non ideologica”. 

La vicenda dell'Agenda Juncker sui migranti conferma ancora di più quel distacco tra Europa reale e Ue denunciata da Salvini? 

«Una delle cose migliori dette da Salvini negli ultimi tempi è stata quella di voler mandare i nostri osservatori a Bruxelles. Non l'Ue che controlla l'Italia ma l'Italia che controlla la Ue. È una trovata molto efficace. L'Ue è governata da una casta autoreferenziale indifferente ai popoli, soprattutto a quelli mediterranei. Ma c'è anche un problema tutto interno all'Italia: se l'Ue ci prende in giro è anche perché non ha trovato una classe dirigente che le si contrapponesse. È in quest'ottica che l'evoluzione di Salvini da leghista in sovranista e la problematica emersione di una coscienza nazionale nella Lega va vista con interesse». 

Il rifiuto della Ue è del ormai moneta corrente in tutta Europa, dalla Polonia alla Spagna. Cosa sta succedendo? 

«È evidente: in Spagna vincono i simil-grillini di Podemos, in Grecia i comunisti, in Polonia i nazionalisti. E anche le destre liberali, da Cameron a Sarkozy, vincono se prosciugano i temi populisti. Solo in Germania, non a caso, un fenomeno pur interessante come Pegida resta marginale. In Italia, poi, sono tutti populisti, anche Renzi lo è. È l'Italia populista di cui parlava Tarchi, solo che oggi abbiamo una Europa populista». 

I media capiscono questa evoluzione? 

Rapisarda racconta il segreto di Salvini: 'Interpreta rabbia esistenziale che i media non capiscono'
«I media non capiscono nulla. Arrivano sempre secondi, a meno che non si tratti di populismo glamour: le tende sotto Wall Street, la “rivoluzione degli ombrelli” di Hong Kong. Al di fuori di queste rivolte “fotografiche” c'è una rabbia che è esistenziale, non ideologica, e che trova consenso, ma che non trova rappresentanza nei media». 

Torniamo a Salvini. Il suo progetto va inquadrato nella storia del centrodestra così come si è configurato nella Seconda Repubblica o è qualcosa d'altro? 

«È presto per dirlo. Ricordiamoci che Salvini ragiona da leghista, con quella cultura politica che ha anche elementi democristiani. Sulle regionali ha fatto una scelta tattica, ingoiando anche dei rospi ma cercando al contempo di dettare l'agenda e imponendo candidati lì dove poteva. Dopo le elezioni, se avrà ottenuto un buon risultato, dovrà per forza dire qualcosa sul futuro». 

Salvini e la destra radicale: qual è il senso di questa operazione? 

«È stata una operazione choc, in senso positivo. Nessuno si aspettava questa apertura così pubblica e così disinteressata, forse perché eravamo abituati ai complessi della destra politica. È una scommessa importante, che ha generato delle aspettative. Ora c'è una generazione di analisti, scrittori, giornalisti che crede in Salvini, così come crede in lui buona parte della provincia italiana. Ora sta a lui essere un vero soggetto rivoluzionario».
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