Spiagge-discarica, 714 rifiuti ogni 100 metri: più plastica e polistirolo

27 maggio 2016 ore 19:38, Andrea Barcariol
Arriva la bella stagione e si comincia a pensare alle vacanze e ai fine settimana al mare, Legambiente ha cominciato prima di tutti a occuparsi delle spiagge italiane scrivendo il rapporto annuale che quest’anno è denominato “Beach Litter” e dal quale emergono diverse criticità, soprattutto assai più gravi degli anni precedenti. In realtà le problematiche sono le stesse degli altri anni, in parte imputabili alla incuria dell’uomo in parte all’inefficienza degli impianti depurazione, tuttavia la maggiore preoccupazione deriva dai materiali usati per il confezionamento e la produzione dei prodotti di maggior consumo.
In sostanza non sono cambiate le “disabitudini” dei cittadini, e non è neanche peggiorato il “malfunzionamento” degli impianti di depurazione che continuano a svolgere la loro funzione nella solita moderata inefficienza, il problema è la plastica!
In partenza l’iniziativa “Spiagge e fondali puliti” promossa da Legambiente che vedrà i cittadini impegnati da nord a sud isole comprese nella raccolta volontaria di rifiuti lungo tutto il litorale dello Stivale.

Spiagge-discarica, 714 rifiuti ogni 100 metri: più plastica e polistirolo

I volontari di Legambiente hanno battuto 47 lidi (un'area di 106mila metri quadrati) raccogliendo oltre 33mila rifiuti spiaggiati.
fra gli oggetti più presenti tra i rifiuti il 22% del totale è composto di plastica e polistirolo, materiali che non si decompongono ma si limitano a frammentarsi comunque inquinando irrimediabilmente l’ecosistema (la più parte finisce nella pancia dei pesci e quindi in quella di chi ne consima le carni.
Il 13% dei rifiuti sono i cotton fioc gettati nei wc e passati indenni dai depuratori. I volontari hanno raccolto 4.412 bastoncini colorati, più dei 2.642 mozziconi di sigaretta (7,9%). Seguono tappi di plastica e metallo, bottiglie e reti da pesca.
La concentrazione maggiore di questi rifiuti è stata riscontrata a Fiumicino (Coccia di Morto) località che corrisponde alla foce del fiume Tevere. In questo punto Legabiente ha trovato 5.500 rifiuti in 100 metri, di cui due su tre imputabili alla cattiva depurazione (3.716 i cotton fioc raccolti). Maglia nera anche per la spiaggia di Olivella a Santa Flavia (Palermo), con 1.252 rifiuti in 100 metri di litorale.
Nel rapporto si legge che quanto raccolto sulle spiagge è solamente una piccola concentrazione e non è affatto la dimensione reale del problema rifiuti inquinanti che nei fatti per la maggior parte affonda e quindi non è possibile raccoglierlo sui luoghi di “approdo”. Il presidente di Legambiente, Rossella Muroni spiega: "Il 70% dei rifiuti che entra a contatto con l'ecosistema marino affonda, e solo il 15% resta in superficie, è urgente mettere in programma azioni per la progressiva riduzione dei rifiuti in mare e nella fascia costiera, come previsto dalla direttiva Ue Marine Strategy, che in Italia non sono ancora state messe in campo".
Al danno ecologico si aggiunge il danno economico, la stima economica operata dall’Ue per l’operazione di pulizia delle spiagge e dei litorali non solo italiani è per totali 411,75 milioni di euro all'anno, e non sono incluse le operazioni di pulizia che sono promosse da Legambiente che opera gratuitamente.

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