"La arrestiamo per riciclaggio", ma non è la Procura. Indagine su email truffa

27 maggio 2016 ore 12:13, Lucia Bigozzi
Truffa on line. L’allarme corre sulla mail. E’ l’ultimo tentativo di phishing che circola nelle caselle di posta elettronica degli italiani che tira in ballo la Procura della Repubblica, con una mail che annuncia l'apertura di un procedimento penale per evasione fiscale e riciclaggio di denaro, l'arresto nell'arco di un giorno e il blocco di conti correnti e proprietà immobiliari. Il tutto a carico del destinatario della mail. Incredibile, ma vero. 

'La arrestiamo per riciclaggio', ma non è la Procura. Indagine su email truffa
Un fenomeno purtroppo non nuovo, rispetto al quale l’associazione per i diritti degli utenti e consumatori (Aduc) spiega: “Si tratta di un tentativo di phishing, una particolare tipologia di truffa online
, che consiste nell'inviare mail massive che riproducono loghi o simboli - della Procura della Repubblica in questo caso - per ingannare chi le riceve, invitandolo a inserire dati, cliccare su link (che riportano a pagine altrettanto false) o scaricare allegati. Il fine di queste truffe è carpire informazioni personali (password, numero di carta di credito, etc.) da utilizzare per frodi finanziarie e/o furti di identità. 

Ma come funziona la truffa online? Il tentativo di carpire dati personali e di installare virus sul computer avviene con una mail nel cui oggetto sono presenti nome e cognome dell’utente: “MARIO ROSSI sei sotto inchiesta”. Il mittente è la “Procura della Repubblica" ma l'indirizzo dal quale proviene la mail – chiaramente – non è istituzionale. Nel corpo della mail, apparentemente costruita come un vero atto della Procura della Repubblica, è riportato il simbolo della Repubblica italiana e la dicitura “Procura della Repubblica presso il tribunale ordinario”. Dunque, per non restare impigliati nella rete dei truffatori online, è importante non cliccare per non consentire l’accesso al “documento-killer”. Meglio cestinare direttamente. Non a caso Aduc fornisce alcuni consigli pratici da tenere a mente: diffidare di mail che chiedono di inserire dati personali o relativi a mezzi di pagamento non chiarissimi; diffidare della richiesta di cambio password ma anche di proposte promozionali particolari, vincite sensazionali inaspettate, avvisi di controlli di vario genere. Altrettanto importante, come dicevamo, è non rispondere alla mail e non aprire l’allegato, tantomeno cliccare sui link che vengono riportati nel documento. Infine, è necessario fare una copia della mail ricevuto e denunciare quanto accaduto alle autorità competenti. 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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