Pera "benedice" le riforme di Renzi (e il referendum): "Il no cerca pecche assurde"

27 maggio 2016 ore 16:08, Americo Mascarucci
Entra a gamba tesa nel dibattito in corso sul referendum costituzionale di ottobre l'ex Presidente del Senato Marcello Pera e lo fa con un intervento pubblicato da Italia Oggi
Ne riportamo alcuni stralci davvero interessanti.
Pera parte dall'assunto che il referendum, suo malgrado assumerà due significati dirompenti:
"Il primo significato - scrive Pera - è racchiuso nel seguente quesito rivolto agli italiani. Dopo fallimenti pluridecennali, a riprova che pluridecennale è il problema della riforma costituzionale, dalla commissione Bozzi a quella De Mita, a quella D'Alema, alla legge Berlusconi, ritenete voi che la Costituzione si possa infine riformare per rendere il funzionamento della repubblica più efficiente, più snello, più simile a quello medio europeo?
Oppure volete voi continuare ed eleggere una Camera che fa tutto e un Senato che ugualmente fa tutto? Ritenete voi che il presidente del consiglio debba avere la fiducia due volte? Che per ogni legge egli debba trovarsi una maggioranza due volte? Che il parlamento debba prendere la stessa decisione due volte? Quale altro paese voi conoscete in cui accade qualcosa di simile? E se per impossibile ne trovate uno, pensate che quello sia un paese che prende decisioni rapide, che tutela la trasparenza, che mette in chiaro le responsabilità politiche fissate dagli elettori? No, non c'è niente di simile al mondo".
Pera 'benedice' le riforme di Renzi (e il referendum): 'Il no cerca pecche assurde'
Pera aggiunge nel suo editoriale:
"Il secondo significato del referendum è contenuto in un altro quesito. Supponiamo che la riforma sia bocciata. Avremo una crisi istituzionale irreparabile, se non altro perché resterà in vita un Senato politicamente determinante ma ormai defunto nella coscienza dei cittadini. Avremo una crisi di governo irrisolvibile: senza Renzi, nell'attuale parlamento non ci sono alternative. Avremo una crisi politica permanente: non si potrà votare perché manca la legge elettorale, oppure si dovrà votare con una legge proporzionale imposta dalla Corte costituzionale, ripudiata da tutti e per di più incapace di garantire una maggioranza stabile di governo. Che cosa accadrebbe in tal caso?"

"Si produrranno due conseguenze - per l'ex Presidente del Senato - La prima: una paralisi politica senza sbocchi, pericolosa per la democrazia. La seconda: una crisi finanziaria gravissima anch'essa foriera di avventure antidemocratiche. È accaduto che il presidente del consiglio si sia speso per le riforme, che l'Europa lo abbia preso sul serio dandogli un po' di ossigeno, che i mercati lo abbiano apprezzato risparmiandogli turbolenze. Un passo indietro ci provocherebbe una tensione con l'Europa e una sfiducia dei mercati: chi ci ha dato più flessibilità, la rivorrebbe indietro, chi già ritiene che il nostro debito pubblico sia ai limiti della sostenibilità, lo giudicherà non più sopportabile e ci chiederà il rientro".
La conclusione di Pera si traduce in un attacco al centrodestra e soprattutto a Berlusconi colpevole di aver abbandonato il percorso delle riforme intrapreso in collaborazione con Renzi:
"Di fronte a queste conseguenze tutt'altro che ipotetiche, mi pare assurdo parlare delle pecche del testo di riforma. Lasciamo queste discussioni a quei sofisticati periti calligrafi dell'attuale Costituzione che non hanno neppure l'onestà intellettuale di dire che il loro vero e unico scopo è di mandare a casa il governo. O lasciamole all'onorevole Berlusconi, il quale, dopo aver approvato e votato il testo, aver cambiato opinione per misteriose ragioni, e costretto i suoi parlamentari al ruolo di stracciaroli, questo scopo lo dichiara esplicitamente. Come se, caduto il governo Renzi, potesse succedergli il governo Salvini-Meloni-Berlusconi o Brunetta. Sia almeno lode al realismo politico e alla lungimiranza del gruppo di Ala per aver compreso che questo è il delirio di chi non ha più il polso della situazione e ha perduto la percezione del baratro che, anche per colpa sua, ci potrebbe inghiottire".

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