Priorità G7 crescita e migranti, ma sulla Russia: "Possibili nuove misure restrittive"

27 maggio 2016 ore 15:04, Andrea De Angelis
Il G7 in Giappone lascia due parole al centro dell'agenda mondiale: crescita e migranti. Economia e diritti umani. Entrambi ormai globali, anche se nel secondo caso l'elemento geografico (vedi Grecia e Italia, tanto per citare due esempi) è chiaramente importante, se non fondamentale (non a caso invoca "l'impegno per assistere i Paesi che sono frontline").  

Matteo Renzi dunque si è recato nel Paese asiatico per il G7 di Ise Shima, nella prefettura di Mae. Il presidente del Consiglio, come tutti gli altri leader presenti, è stato poi ricevuto dal premier giapponese Shinzo Abe davanti al santuario di Ise Jungu. I primi ad arrivare sono stati i vertici dell'Ue Jean Claude Juncker e Donald Tusk, seguiti da David Cameron (Uk), Justine Trudeau (Canada), Angela Merkel (Germania), Francoise Hollande (Francia) e per ultimo Barack Obama (Usa), oltre ovviamente al premier italiano.
"La crescita globale resta moderata e sotto il potenziale, mentre rimangono i rischi di una crescita debole", si legge nelle conclusioni del G7, in cui si sottolinea che "la crescita globale è una priorità urgente". L'obiettivo dei grandi è "un modello di crescita forte, sostenibile e bilanciato". Nel documento finale si sottolinea: "Reiteriamo i nostri sforzi per utilizzare ogni strumento, di politica monetaria, fiscale e strutturale, individuale o collettiva, per sostenere la domanda globale" e "continua ogni sforzo per un percorso sostenibile per quel che riguarda il debito". 
Venendo alla questione migranti, "è una sfida globale che richiede risposte globali". "Il numero di migranti, richiedenti asilo, rifugiati è al più alto livello dalla seconda Guerra mondiale", spiegano i grandi nelle loro conclusioni invocando tra l'altro "pieno rispetto dei diritti umani". Per il G7, quello delle migrazioni è "un fenomeno con molte facce" e richiede uno sforzo per la "prevenzione dei conflitti", "costruzione della pace dopo i conflitti", "riduzione della povertà". Serve, tra l'altro, un "aumento dell'assistenza globale e del sostegno allo sviluppo sociale e economico dei Paesi di origine", con una "speciale attenzione a Africa, Medio oriente e Paesi vicini di origine e transito". 

Non mancano però delle frecciatine contro la Russia. Il G7 resta "fermamente convinto che il conflitto in Ucraina possa risolversi solo per via diplomatica e nel pieno rispetto del diritto internazionale", e si torna a "condannare l'annessione illegale della Crimea da parte della Russia" riaffermando "la scelta del non riconoscimento e delle sanzioni".
Si conferma che "la durata delle sanzioni sarà fino a quando la Russia non si conformerà completamente agli accordi presi a Minsk, nel rispetto della sovranità dell'Ucraina. Le sanzioni possono essere ritirate se la Russia darà risposta alle nostre preoccupazioni". "In ogni caso, siamo anche pronti a a prendere misure più restrittive nei confronti della Russia nel caso in cui non prenderà quelle misure che qui si richiedono", si legge sempre nel documento finale.
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