Tassi negativi (-0,262%) Bot semestrale: domanda maggiore dell’offerta

27 maggio 2016 ore 23:59, Luca Lippi
Meno di zero per cento, ottimo, li compro! Questa l’affermazione di chi ha sottoscritto l’asta di Bot (Buoni Ordinari del Tesoro) messi a disposizione dallo stato italiano per 6 miliardi di euro (scadenza semestrale) a -0,262%. È un nuovo minimo storico anche se le richieste sono state superiori all’offerta del Tesoro, circa 9,75 miliardi di euro.
Dunque lo Stato garantisce zero per chi sottoscrive l’ambito titolo a breve scadenza.
Sembra un discorso senza senso? In finanza tutto ha un senso, prima di tutto i rendimenti non possono essere superiori perché siamo in deflazione, se volessimo godere di tassi positivi dovremmo aspirare a una buona spinta inflattiva, è quello che sta cercando di fare disperatamente la Bce con il Qe ma pare proprio che non ci stia riuscendo, però riesce a fare altro.

Tassi negativi (-0,262%) Bot semestrale: domanda maggiore dell’offerta

Con il Qe, aumentato recentemente, sono immesse grosse quantità di denaro nelle casse degli istituti di credito allo scopo di favorire il finanziamento di attività produttive e consumi delle famiglie, ma poiché i tassi di riferimento sono troppo bassi, le banche presterebbero il denaro a tassi talmente poco convenienti in relazione al rischio di mancato rimborso che i banchieri preferiscono sottosrcrivere titoli di stato aumentando la qualità dello stato patrimoniale.
Infatti, a rendimenti simili chi è disposto a sottoscrivere i Bot? Un privato che dovesse sottoscrivere questi titoli non porterebbe a casa un briciolo di guadagno, anzi, ci rimette anche qualcosa oltretutto dovendo subire la beffa delle commissioni richieste dalle banche per la sottoscrizione dei titoli (0,1%) e dell'imposta di bollo che è pari allo 0,2% del capitale investito.
E allora che senso ha investire nei Bot? Per i piccoli risparmiatori non ha alcun senso infatti, ma non per gli operatori istituzionali, cioè le banche e i fondi d'investimento che hanno comunque bisogno di esporsi sui titoli del debito italiano, per diversificare il proprio portafoglio. Anche perché, andando in giro per l'Europa, non si trovano certo molte obbligazioni governative più redditizie dei Bot. Basti pensare che i Bund, i titoli di stato tedeschi, anche nelle lunghe scadenze decennali (che di solito sono assai più redditizie di quelle brevi) oggi danno un rendimento di appena lo 0,15% lordo. Più o meno la stessa situazione si registra con gli Oat, i buoni del tesoro francesi che, per le emissioni con durata a 5 anni, sono stati collocati in una delle ultime aste con un rendimento negativo: -0,03%. 
autore / Luca Lippi
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