"Ma quale Milan, Pelè era dell'Inter". Moratti ricorda l'accordo stracciato "dietro minacce"

27 maggio 2016 ore 15:45, Americo Mascarucci
"Pelè era dell'Inter". 
La rivelazione arriva direttamente dall’ex presidente nerazzurro Massimo Moratti che rivela un retroscena avvenuto all’indomani del mondiale del 1958.  
"Ricordo perfettamente che avevamo preso Pelé per la stagione 1958-59 e stilato un regolare contratto col Santos, che poi venne stracciato su richiesta del presidente del club brasiliano, minacciato pesantemente dai tifosi in rivolta" ricorda ancora Moratti. 
Appena la cosa fu orecchiata in Brasile,infatti,  la gente si scatenò contro i dirigenti e il presidente del Santos supplicò l'Inter di far saltare l'accordo.
"Non era più un affare calcistico, ma un caso di coscienza e così papà stracciò quel contratto - prosegue ancora l'ex presidente - Papà dovette aderire alla richiesta: dall'altra parte del telefono c'era un uomo preoccupatissimo per la sua incolumità"
Moratti quindi sembra confutare in parte quanto dichiarato dallo stesso Pelè in un’intervista alla Gazzetta dello Sport in cui dice: "A quei tempi ( l'ex calciatore parla dei primi anni settanta ndr) avevo avuto proposte dalla Spagna e avrei potuto venire a giocare anche nel Milan". 

"Quando ho letto del Milan sulla Gazzetta in effetti sono rimasto sorpreso. – ammette Moratti - Può essere, per carità, però di sicuro fu l’Inter il primo club europeo ad avere in mano quel campionissimo. Ricordo perfettamente che avevamo preso Pelé per la stagione 1958-59, lui era il ragazzino capace di stupire il mondo in Svezia, papà scattò subito e se lo assicurò, anticipando altre società interessate".
'Ma quale Milan, Pelè era dell'Inter'. Moratti ricorda l'accordo stracciato 'dietro minacce'
Affare poi come detto saltato. 
Moratti poi conclude dicendo: "In età più matura tornammo alla carica ma o per via delle frontiere chiuse o per un altro motivo non si concretizzò. Insomma ci siamo sfiorati e Pelé ha seguito con attenzione l’Inter di quel periodo tanto che a un certo punto fece un elogio al nostro Mariolino Corso, definendolo l’unico italiano che avrebbe figurato degnamente nel suo Santos e nel suo Brasile".
Terminata la carriera agonistica, Pelé, a differenza di molti suoi colleghi, preferì non fare l'allenatore di calcio.
 Nel 1981, insieme ad altri celebri calciatori degli anni sessanta e settanta e a Michael Caine e Sylvester Stallone, recitò in Fuga per la vittoria, film sul tentativo di fuga di alcuni detenuti in un campo di concentramento nazista durante la seconda guerra mondiale
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