Renzi blinda Italicum da minoranza dem. Per Speranza "Così referendum a rischio"

27 maggio 2016 ore 16:10, Americo Mascarucci
Il premier Matteo Renzi torna a blindare l’Italicum dopo che da parte della minoranza Dem è tornata a farsi avanti la richiesta di modifica della legge elettorale.
L’opposizione interna al Pd ha annunciato che voterà si al referendum costituzionale di ottobre ma ha chiesto al Premier un segnale di disponibilità per ciò che concerne la legge elettorale che in più punti non piace ai dem anti-renziani.
"L'Italicum - ha detto Renzi - non si discute, perché dà la certezza a chi arriva prima di governare. E' una legge molto semplice che dice che chi vince le elezioni può governare, è fondamentale nel rapporto tra politici e persone. Ed elimina il rischio degli inciuci permanenti". 
Renzi sembra non aver gradito quello che molti osservatori hanno interpretato come un baratto della minoranza Dem in cambio dell'appoggio alle riforme costituzionali nel referendum di ottobre. Anche se il Premier lascia aperto uno spiraglio sulla possibilità di ridiscutere eventualmente i criteri di elezione dei senatori. 
"C'e' un governo in Italia - ha evidenziato il Premier - che sta realizzando alcune riforme ferme da anni. Che il massimo della discussione sia la modalità di designazione dei parlamentari, un dibattito interno e autoreferenziale della classe politica, mi lascia perplesso: se la discussione interna del principale partito deve essere le modalità, capisco le ansie, ma mi sembra riduttivo invece di affrontare il vero dibattito della sinistra nel mondo tra libertà e uguaglianza". 

Renzi blinda Italicum da minoranza dem. Per Speranza 'Così referendum a rischio'
Renzi poi attacca: "Non può esserci nessun collegamento tra legge elettorale e referendum costituzionale.  Ma chi vuole votare no ha tutto diritto di farlo". 
Come dire: se il no alle modifiche all'Italicum cambierà l'atteggiamento della minoranza Dem in vista del referendum costituzionale nessun problema.
Una chiusura quella di Renzi che non è piaciuta a Roberto Speranza:"Legge elettorale e riforma costituzionale - sottolinea l'ex capogruppo Pd espressione della minoranza bersaniana- sono connesse. Ci sarà una sola camera che dà la fiducia. Non è indifferente come la si elegge. Un'apertura sulla legge elettorale consentirebbe di rispondere efficacemente a tante legittime preoccupazioni espresse in queste settimane da autorevoli costituzionalisti".
Il dibattito insomma va avanti e anche il braccio di ferro all'interno del Pd, dove la tentazione di fare lo sgambetto al Premier proprio sul referendum costituzionale è tanta. Del resto anche in casa del Pd l'appuntamento d'autunno più che sul merito della riforma sembra incentrato sul futuro del Governo e di Renzi al vertice del Pd.

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