BANCHE KAPUT! Le minacce all'economia nazionale

27 maggio 2016 ore 16:56, intelligo
di Luciano Atticciati

E' dal 2007, anno della crisi dei mutui sub prime (i mutui destinati ai clienti non benestanti) che non si parla altro che di banche. Come una strana malattia si alternano brevi periodi di miglioramenti a ricadute e nonostante le numerose terapie da parte degli stati, delle banche centrali, ecc. il malato non guarisce. Per qualcuno le banche sono entità demoniache, nella realtà, specie quelle italiane sono istituzioni fortemente politicizzate dove alla corretta gestione del denaro si sostituisce l'affidamento di ingenti somme alle ditte in qualche modo legate ai politici.
I primi mesi di quest'anno hanno visto nonostante gli aiuti della Bce, dei crolli di dimensioni incredibili delle quotazioni delle banche italiane, a causa di un problema assolutamente non nuovo, quello dei crediti deteriorati. I crediti deteriorati, cioè quelli dove il debitore non è più in grado di ripagare, sono una percentuale considerevole rispetto al totale dei crediti emessi, rappresentano circa il 20%.
BANCHE KAPUT! Le minacce all'economia nazionale
Negli altri paesi europei non costituiscono più del 7-8%. Non è del tutto chiaro perché il problema sia scoppiato a gennaio dato che il problema dei crediti in sofferenza è di lunga data, le statistiche non sono sempre chiare, ma negli ultimi mesi il problema non si è accentuato anzi alcuni ritengono che il totale di questi crediti difficili sia leggermente sceso. Il governo Renzi si è speso molto per dare soccorso ai nostri istituti, con la cosiddetta bad bank che doveva raccogliere i titoli "tossici" e poi con il Fondo Atlante per la ricapitalizzazione delle banche e l'acquisto dei citati crediti. Per due settimane le nostre banche sono andate benissimo, ricuperando moltissimo in Borsa, ma è bastata la ricapitalizzazione della Banca Popolare di Vicenza per riportare il settore al collasso. La banca in questione era così mal gestita che nessuno, semplice risparmiatore o istituzione, si sentiva di impegnare i propri soldi nell'affare e il nuovo capitale sociale è stato sottoscritto al 99,3% dal Fondo Atlante, ma in questa impresa è dovuta intervenire così pesantemente da far sorgere il legittimo dubbio che il Fondo non avesse più munizioni per salvare le altre banche in difficoltà. Il problema è quindi lontano da una soluzione e dobbiamo considerare che in un futuro non lontano si aggiungeranno le difficoltà di Assicurazioni e Fondi Pensionistici che per legge sono obbligati ad acquistare titoli molto sicuri che in questo periodo danno rendimento nullo.
Ai nostri risparmiatori che pensano di acquistare titoli bancari approfittando degli attuali prezzi bassissimi consigliamo prudenza. La situazione è ancora lontana dal trovare una soluzione, non si esclude un miglioramento, ma il rischio di bruciarsi è ancora molto forte.

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