Marine Le Pen per Tatarella. Uno stratega dimenticato che aveva capito tutto...

27 marzo 2014 ore 10:32, Americo Mascarucci
Marine Le Pen per Tatarella. Uno stratega dimenticato che aveva capito tutto...
Chissà cosa direbbe Pinuccio Tatarella se fosse ancora in vita del fenomeno Marine Le Pen
? Una domanda che molti si stanno ponendo in questi giorni dalle parti della destra italiana, quella destra che soltanto oggi si sta rendendo conto di aver perso la grande occasione di stare al passo con i tempi e di tornare protagonista sulla scena politica nazionale ed europea. Dicevamo di Pinuccio Tatarella, perché il padre della destra moderna è stato lui, e tutti i commentatori di area sono oggi concordi nell’affermare che il declino della destra in Italia è iniziato proprio il giorno della sua scomparsa. Marcello Veneziani ha sempre sostenuto che con Tatarella ancora in vita e in azione, Alleanza Nazionale non avrebbe mai commesso l’errore mastodontico di sciogliersi nel Popolo della Libertà portando la destra a diventare “proprietà privata” di Silvio Berlusconi come lo era già Forza Italia. La destra italiana non esiste più perché ha scelto di identificarsi nel berlusconismo, di convivere con le mille contraddizioni che il Cavaliere ha rappresentato e continua a rappresentare oggi. Ha scelto di diventare un qualcosa di indefinito, parte irrilevante di un soggetto autodefinitosi liberale pur essendo l’antitesi del liberalismo, identificandosi non in un’ideale ma in una persona, un “padre padrone” che tutto fa e tutto decide, senza ascoltare nessuno se non il richiamo dei propri interessi politici. Pinuccio Tatarella fu un alleato solido e leale di Silvio Berlusconi, una lealtà che non aveva nulla a che vedere con la sudditanza, politica e psicologica, di tanti colonnelli. Tatarella si spese più di tutti per realizzare e saldare l’alleanza fra An e Forza Italia, nella consapevolezza però che il centrodestra non potesse fare a meno della destra, delle sue idee, della sua tradizione, dei suoi valori. Una destra alleata ma concorrenziale a Forza Italia, distinta dal partito persona ed in grado di sopravvivere anche oltre la leadership di Berlusconi. Pochi lo ricordano, ma Tatarella in tempi non sospetti fu fra i primi a mettere in guardia la politica italiana dal rischio di diventare ostaggio dei “poteri forti” che stavano prendendo sempre più piede soprattutto in Europa, mettendo a rischio la sovranità degli stati in favore di un’unione monetaria che anziché unire i popoli sembrava già allora più interessata ad unire le banche. Poi Pinuccio è morto e la destra si è persa per strada, smarrendo i suoi riferimenti culturali ed ideali, annacquando i suoi valori (Dio, patria e famiglia), cercando di spostarsi sempre più al centro e facendo passare il messaggio sbagliato che lo spazio della destra fosse appannaggio degli estremisti. La destra in poche parole ha perso la propria identità arrivando al punto di annullare se stessa per puri e poco nobili interessi di potere,  considerandosi identica a Forza Italia e del tutto imprescindibile dalla leadership di Berlusconi. Oggi in Italia è scoppiata la corsa di molti ad accreditarsi come interlocutori privilegiati di Marine Le Pen, cercando di mettere il cappello sulle sue battaglie che tanto consenso hanno riscosso in Francia. Peccato che proprio coloro che oggi tentano di evidenziare una continuità ideale con la leader della destra francese, siano gli stessi che hanno appaltato l’eredità della destra italiana a Berlusconi, da Alemanno a La Russa passando per la Meloni. Gli stessi che hanno fatto a gara per anni a prendere le distanze dalla famiglia Le Pen, quasi vergognandosi degli stretti legami che per lungo tempo hanno unito il Movimento Sociale di Almirante al Front National di Jean Marie Le Pen. Se dopo la morte di Tatarella si fosse fatto tesoro dei suoi insegnamenti e non si fosse buttato all’aria il lavoro che questo ha portato avanti fino alla morte per costruire una grande idea di destra moderna, oggi per tanti ex An non sarebbe neanche necessario andare alla ricerca di riferimenti oltralpe. Esisterebbe ancora una destra nel centrodestra, capace forse di indicare leader credibili e carismatici in grado di archiviare politicamente la dipendenza politica ed elettorale da Berlusconi.
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]