Unioni civili, Savarese (ManifPourTousIt): “Scenderemo in piazza più numerosi che per i Dico contro la rottamazione del matrimonio"

27 marzo 2015, Lucia Bigozzi
Unioni civili, Savarese (ManifPourTousIt): “Scenderemo in piazza più numerosi che per i Dico contro la rottamazione del matrimonio'
“Stiamo preparando la mobilitazione per dire no alla rottamazione del matrimonio. Se contro i Dico scesero in piazza un milione di persone, figurarsi contro questa legge che è un vero e proprio matrimonio gay”. Filippo Savarese, portavoce della Manif Pour Tous Italia è già al lavoro per la manifestazione che porterà a Roma le sigle dell’associazionismo cattolico contrarie al ddl Cirinnà, votato in Commissione Giustizia al Senato. A Intelligonews anticipa ragioni e dettagli…

Adesso cosa farete? C’è una mobilitazione dell’associazionismo cattolico?

«Noi abbiamo già iniziato a contattare, come facciamo già da due anni, tutte le associazioni che si battono per la difesa e la promozione della famiglia per promuovere una grande manifestazione di dissenso contro la distruzione del diritto di famiglia naturale, perché tutti sano che le unioni civili sono il primo passo verso la rottamazione del matrimonio»

Quindi scenderete in piazza?

«È solo una questione di tempo e di organizzazione perché se un milione di persone sono scese in piazza contro i Dico figurarsi contro quello che è un vero e proprio matrimonio gay, introdotto dal ddl Cirinnà. Aggiungo che sono le persone che ci chiedono di scendere in piazza e a queste persone occorre dare una risposta»

Con quale tempistica?

«Il tempo che abbiamo è poco se, come annunciato, la maggioranza di governo intende approvare la legge entro l’estate, anche se dubito ci riuscirà. Il punto è che noi intendiamo promuovere la mobilitazione prima possibile».

A Intelligonews il senatore di Fi Malan rileva la necessità di un risveglio delle coscienze dei cattolici. Condivide? 

«La Manif Pour Tous è nata affinchè tutti i cittadini, a prescindere dalla confessione religiosa e dalle convinzioni politiche, risveglino la loro coscienza sul valore della famiglia e sul diritto dei bambini ad avere un papà e una mamma. Non c’è dubbio che i cattolici che stanno nell’associazionismo italiano sono una parte molto rilevante e quindi il loro contributo è necessario».

Nella conversazione con Intelligonews, da un lato la senatrice Cirinnà prevede che al voto finale si rileverà una trasversalità di consensi e adesioni; dall’altro la deputata dem Quartapelle sostiene che, diversamente dal passato, oggi questo testo è condiviso anche da molti esponenti del centrodestra. Qual è la sua valutazione?

«Credo che questa nuova convergenza sulla rottamazione del matrimonio non faccia i conti con una vastissima contrarietà popolare a cui bisogna ridare occasione di esprimersi pubblicamente. A quel punto vedremo quanti torneranno sui propri passi».

Come legge il voto favorevole di molti cattolici dem al ddl sulle unioni civili? Che segnale è?

«Mi limito a ricordare che secondo la rilevazione Ispos, il 52 per cento degli elettori del Pd sono contrari al matrimonio gay: occorre far capire loro quello che si cela dietro il ddl Cirinnà, ovvero il matrimonio gay, ovvero l’equiparazione sostanziale alla famiglia tradizionale di una unione affettiva tra persone dello stesso sesso. I nostri Circoli territoriali sono pieni di elettori del Pd contrari alla linea radicale che colpisce la famiglia. Ricordo che lo stesso Renzi nel 2007 aderendo al Family Day disse che per difendere la famiglia non c’è bisogno di essere cattolici. Speriamo se lo ricordi ancora, altrimenti glielo ricorderemo noi».
 
Mario Adinolfi, direttore de La Croce, sostiene che i cattolici che stanno nella maggioranza dovrebbero aprire una crisi di governo. Pia illusione? Cosa risponde?

«Sono assolutamente d’accordo: la difesa della famiglia è un pilastro della crescita di un Paese e della società. Quindi non è possibile pensare di stare al governo per il bene dell’Italia accettando la rottamazione della famiglia»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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