Sansonetti: «Di sinistra c'è solo il Papa. Renzi un Berlusconi minore, da oggi è nei guai...»

27 novembre 2013 ore 12:09, Marta Moriconi
Sansonetti: «Di sinistra c'è solo il Papa. Renzi un Berlusconi minore, da oggi è nei guai...»
Piero Sansonetti,
per IntelligoNews commenta, dal punto di vista laico, l’Evangelii Gaudium di Papa Francesco. Un’analisi, quella del direttore de Gli Altri, che accoglie il monito di Bergoglio a cambiare un sistema economico in cui regnano corruzione e speculazione.  Per questo Sansonetti sottolinea:  «O si affronta l’ingiustizia di fondo, cioè che lo sfruttamento che sta annientando i principi fondamentali della società moderna, o stiamo affrontando solo le difficoltà della grande borghesia». Poi ammette con un pizzico di ironia: «Il Papa crede molto in Dio e io per niente, altrimenti lo nominerei come mio leader». Quanto a Renzi non lo ama ma «con la sua incoronazione» - ammette -«cambierà lo scenario politico. Certo è un Berlusconi minore… ». Papa Francesco nella Evangelii Gaudium parla di un sistema economico  “ingiusto alla radice”. “Questa economia uccide” perché prevale la “legge del più forte”. C’è “una nuova tirannia invisibile, a volte virtuale”. Che ne pensa? «Lo condivido. E’ un’analisi cruda, ma molto giusta. E’ che mi sembra che oltre che a Papa Francesco questo tema non interessi proprio a nessuno. Solo la Chiesa se ne occupa. A chi importa che la crisi economica non si può risolvere se non si affronta questo nodo centrale che pone il Papa? E’ un tema che coinvolge lo sfruttamento e la distribuzione delle risorse. Il problema vero è che la politica occidentale non dà peso a queste osservazioni, come fece già Giovanni Paolo II. Nessuno le considera qualcosa di più che un richiamo etico. Il Papa ci ha fatto notare come quest’economia, che noi consideriamo la migliore possibile, produca risultati pessimi e faccia schifo. O si affronta l’ingiustizia di fondo, cioè che lo sfruttamento (anzi lui parla addirittura di rifiuti umani) che sta annientando i principi fondamentali della società moderna, o noi stiamo affrontando solo le difficoltà della grande borghesia». Ma quando parla di “mercato divinizzato”, di un mondo governato dalla “speculazione finanziaria” e di “evasione fiscale egoista”, che effetto le fa? Non sono tematiche care alla sinistra? «Guardi, in questo momento ho un problema: il Papa crede molto in Dio e io per niente altrimenti lo nominerei come mio leader. Ciò che è rimasto di sinistra in Italia è solo il Papa, non c’è nient’altro». Anche sul ruolo della donna ha detto qualcosa di… «Beh, qui cambio registro. Un cambiamento in questo campo lo dovrebbe fare la Chiesa prima degli altri. Se, infatti, non rimuove la questione della sessuofobia che la condiziona dal punto di vista ideologico in maniera determinante, non potrà mai parlare di questo tema complesso». Ma, infatti, ha sottolineato l’importanza di affidare un ruolo più importante alle donne nella Chiesa. Però sull’aborto è fermo: parla di innocenti. «E’ il tema più controverso quest’ultimo. C’è di mezzo la concezione del principio e del rispetto della vita, lo posso capire, su altre questioni non capisco: perché è proibito il divorzio? Val la pena ricordare poi che Lucetta Scaraffia gli ha chiesto un’apertura: fare una donna cardinale sarebbe un bel messaggio e il diritto canonico non lo esclude. Sull’aborto la questione è più complicata invece. Riguarda una convinzione ideologica che va rispettata: il problema non è che la Chiesa si dichiari favorevole, perché sarebbe impossibile, ma piuttosto che accetti di non opporsi alla legge degli Stati. E mi pare abbia fatto anche questo passo Bergoglio». Cambiamo argomento. Con ogni probabilità oggi Berlusconi da politico in campo diventerà una voce fuori campo. E domani? «La sua uscita dal Parlamento non sarà dalla politica. Più che altro da oggi si determina una situazione curiosa; i tre più importanti partiti saranno guidati da personalità esterne al Parlamento: Renzi sarà il capo del Pd a giorni, Berlusconi lo è di Fi e Grillo del M5S. In Parlamento, insomma, ci sono leader minori. Escludo, comunque che la sua epoca politica sia conclusa, si avvicina sicuramente alla conclusione perché vecchio, ma non per questo voto. Ci sarà una rottura politica forte. Ma probabilmente questa storia gli darà una posizione di forza». La sinistra potrebbe ricadere nell’errore di considerare la sua strada in discesa? «Per la sinistra le cose diventano più complicate. O tira fuori un programma politico o è nei guai. La sinistra si è adagiata per anni nell’antiberlusconismo. Non so se Renzi sarà capace, una volta incoronato –certo- cambierà lo scenario politico». L’agenda di Matteo come se la immagina? «Spero ce l’abbia… è un Berlusconi minore. Considera la politica spettacolo, ma non ha la forza comunicativa né di progetto che aveva lui. Finora non ha offerto niente tranne che la parte spettacolare. Poi se ha idee politiche ben vengano». 
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]