Furlan (Esercito di Silvio): «Berlusconi adesso è libero di fare il capopopolo. Letta tremi. Oggi la linea…»

27 novembre 2013 ore 14:24, Marta Moriconi
Furlan (Esercito di Silvio): «Berlusconi adesso è libero di fare il capopopolo. Letta tremi. Oggi la linea…»
Il leader de L’Esercito di Silvio, Simone Furlan, è in treno diretto a Roma quando con IntelligoNews commenta la giornata del voto sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi così: «Silvio finalmente sarà libero di essere un capopopolo». E la frase rende bene il clima da assalto di Palazzo (Chigi), che vede Letta arroccato con una maggioranza governativa... a Strette Intese. E Furlan racconta lo scenario politico che si aspetta ora… Il voto sulla decadenza probabilmente sarà anticipato alle 17. Che ne pensa? Come vi state organizzando per la manifestazione? «Abbiamo fatto convergere su Roma tanti amici, ragazzi e persone iscritte all’Esercito. Certo, abbiamo incontrato un po’ di difficoltà per i giorni feriali in cui si svolge, ma la risposta è stata forte. Tutti sentono viva questa grande ingiustizia che si sta perpetrando: la decadenza da senatore del nostro presidente Berlusconi». Le Larghe Intese, dunque, sempre più strette? E Letta a Palazzo (Chigi) sempre più debole? «Penso assolutamente di sì. Letta è più debole e non basteranno i pochi voti del compagno Angelino Alfano a salvare questo governo. Il premier si troverà, d’ora in avanti, in grave difficoltà». Per lei cosa rappresenta la giornata di oggi? «Un golpe giudiziario. A questo epilogo lavorano da anni. Non si illudano di aver messo Silvio all’angolo però…». Infatti il direttore Piero Sansonetti ci ha detto, proprio oggi, che Berlusconi non sarà affatto più debole, anzi. La sinistra è un’illusa in questo momento? «Sono d’accordo, ha ragione Sansonetti. Un Berlusconi fuori dal Senato, libero di essere un capopopolo degli italiani che si riconoscono in lui, mediaticamente è molto, ma molto più forte di prima». Il Presidente del Senato non ha accolto la richiesta dei senatori di Forza Italia di voto segreto… «Mah, è un atto ostile quello di non accogliere il voto segreto. Prendiamo atto che la legge non è applicata per tutti ugualmente. Mi fa riflettere poi un Giorgio Napolitano che fa tanti moniti, ma non parla dei No Tav che incendiano i cantieri o dei centri sociali che sfasciano le città». Quanti sarete oggi? Ha sentito Berlusconi o chi per lui? «Noi ci rechiamo in via del Plebiscito a suo sostegno. Speriamo che lui salga sul palco e ci dia la linea». Deve ancora dare la linea Berlusconi? «L’ho già detto: io lo sostengo e spero che apra un nuovo capitolo. Le sue parole saranno importanti. Metteremo in atto tutte le forme di protesta possibili e immaginabili, nei limiti di un manifestare pacifico e nel rispetto della legge, e lo faremo in maniera forte, contro il golpe di Stato in atto». Enrico Letta deve tremare? «Eh sì. Cadrà al più presto. Se non fosse stato per i traditori, i compagni comunisti Cicchitto e Quagliariello, questo governo sarebbe già caduto. Ma questo governo non sta facendo niente per il Paese reale». La Legge di Stabilità appunto… Cosa non condividete? «Innanzitutto critico il fatto che il premier e il vicepremier abbiano detto delle bugie. Invertivano la rotta? Sono stati smentiti da tutti gli indicatori e le associazioni, comprese la CGIA di Mestre. Mi fa ribrezzo che facciano degli slogan giocando sulla pelle degli italiani. Ma quali meno tasse? Le imprese sono allo sbando e la disoccupazione è altissima. O fanno le riforme e i tagli necessari, o meglio il voto». Parliamo della nuova Forza Italia… con Berlusconi. Ma non sentite l’esigenza di volti nuovi? «Forza Italia è aperta a tutti coloro che vogliano dare il proprio contributo con la propria specifica conoscenza, e non vogliono lasciare in mano agli altri il bene comune. A chiunque abbia il coraggio e la voglia di scendere in campo con lo spirito del ‘94 che diventa del 2013». Quindi rifiuta l’idea di un Silvio padre-padrone, ma più paterno? «Non l’ho mai conosciuto come padre-padrone. Berlusconi ha sempre lasciato troppo spazio a personalità che valevano poco. Lui è il nostro faro e la nostra guida, ma è lui stesso a dire attivatevi e portate il vostro contributo».
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