Ecco cosa sappiamo del gruppo hacker filo-Assad che ha attaccato Repubblica.it

27 novembre 2014 ore 14:06, Adriano Scianca
Ecco cosa sappiamo del gruppo hacker filo-Assad che ha attaccato Repubblica.it
Il sito del quotidiano Repubblica sotto attacco del regime siriano.
O meglio, non è proprio il dominio Repubblica.it a essere stato hackerato, come spiega una nota appena pubblicata sul sito, in cui si legge: “E' in corso un attacco hacker indiretto al sito di Repubblica.it, attraverso parti di codice di Gigya, una società israeliana che fornisce le funzioni di commento al nostro sito. L'attacco non è quindi diretto a Repubblica.it in sé. Parte degli utenti, anche se non tutti, segnalano che su alcune pagine si apre un pop-up e poi si viene reindirizzati su un sito esterno, collegato al Syrian Electronic Army. I tecnici sono al lavoro per risolvere nel più breve tempo possibile il problema, disattivando la commentabilità sui nostri articoli”. Ma che cos'è il Syrian Electronic Army? Si tratta di una sorta di gruppo hacker assadista. Loro si definiscono “un gruppo di giovani siriani entusiasti che non poteva rimanere passivo rispetto alla massiccia distorsione dei fatti circa la recente guerra in Siria”. Sul suo sito web, il gruppo accusa i gruppi vicini ai ribelli siriani di usare Facebook per "diffondere le loro idee distruttive, sollecitando manifestanti per terrorizzare i civili che si rifiutano di unirsi alle loro manifestazioni e all'attacco a strutture pubbliche". Il gruppo opera almeno dal 2011 e fra i suoi bersagli si contano i siti dell'Università della California, di Harvard, di LinkedIn, del New York Times, l'account Twitter della Reuters e molti altri bersagli virtuali. Il grado di coinvolgimento diretto del governo siriano non è noto, ma il sito ufficiale del gruppo è stato registrato dalla Syrian Computer Society (Scs). Prima di diventare presidente del paese, Assad stesso era stato presidente della Scs. E' quindi probabile che il Sea abbia quanto meno dei legami stretti con il governo. Un gruppo del movimento avrebbe tuttavia smentito di ricevere ordini dal regime. Potrebbe in effetti trattarsi di una organizzazione relativamente indipendente, fatta salva la scelta di fondo a favore di Assad. Secondo gli esperti, del resto, il livello di competenza tecnologica del gruppo è molto alto e l'organizzazione sembra disporre di mezzi e fondi non indifferenti.
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