Le stelle? Non sono Cooper-Miller, ma quelle ambite in cucina per “Il sapore del successo”

27 novembre 2015 ore 9:05, intelligo
Le stelle? Non sono Cooper-Miller, ma quelle ambite in cucina per “Il sapore del successo”
Dal “cecchino” di American Sniper allo chef di Burnt: la ricetta della coppia Cooper-Miller promette un nuovo successo al botteghino. Questa volta non ci sono proiettili, armi sofisticate, tetti dove appostarsi e target da colpire. Stavolta il mondo è quello dei fornelli e delle ambite “stelle” che qualificano un ristorante e il suo chef. E’ il leit motiv di Burnt che in versione italiana diventa “Il sapore del successo”, del film in uscita oggi firmata dal regista John Wells. I protagonisti? Coppia collaudata sul set e molto amata dal pubblico: Bradley Cooper e Sienna Miller, ma nel cast ci sono star del calibro di Uma Thurman ed Emma Thompson, fino al nostro Riccardo Scamarcio. Ma i fornelli, le ricette e la buona cucina sono solo il contesto in cui si svolge la narrazione che invita alla riflessione su tematiche importanti, riassumibili in un concetto: il senso della vita. 

LA TRAMA. Adam Jones (interpretato da Bradley Cooper) è uno chef famoso della cuisine blasonata parigina (due stelle Michelin nel suo ‘carniere’), ma a un certo punto scivola nel tunnel dell’alcol e della droga. Conseguenza immediata: perde tutto. Inizia il percorso di “ricostruzione” e la vita riprende il suo corso quando decide di trasferirsi a Londra, convincere un vecchio amico ad affidargli la gestione del ristorante di un albergo di lusso. Decide di ricostituire il team parigino e mette in squadra anche Helen, interpretata da Sienna Miller nei panni di una madre tornata single. Lo chef ha un approccio da leader, con regole ferree che trasmette ai suoi perché in cucina tutto deve filare alla perfezione, senza sbavature. Un particolare nel quale si può scorgere un parallelismo con il profilo “militare” di American Sniper. Insomma, una pellicola che a sentire i critici cinematografici promette bene, sia per il contenuto (alias sceneggiatura) che per le scene e la regia. 

Un’esperienza che Sienna Miller tratteggia con una punta di orgoglio nell’intervista al settimanale Grazia dove parla del film ma anche di se stessa. Ed è così che si scoprono analogie con la protagonista di “Il sapore del successo” (Burnt, in versione originale). “Adoro cucinare, non faccio altro da quando sono piccola. Ho imparato da mia madre Jo, un’ottima cuoca, e tutti i miei ricordi infantili più belli sono legati alla tavola. Sfamare parenti e amici era una tradizione della nostra famiglia e i pasti non finivano mai. La cucina unisce le persone, è una forma d’amore”. E se questa è la sua naturale inclinazione, è facile ritenere che Sienna si sia trovata a proprio agio nei panni di Helene. Ma c’è spazio anche per il classico “sogno nel cassetto” che sul versante professionale, Sienna Miller svela con piacere quando risponde alla domanda su a quale attrice famosa si ispira: “Vorrei essere Meryl Streep. Lavora con i più grandi registi e la sua carriera ha dell’incredibile, non sbaglia un colpo”. Per ora, Sienna-Helene, è pronta dietro ai fornelli. Nelle sale cinematografiche, da oggi.  

LuBi

autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]