Trenord, sciopero e disagi: i pendolari si scatenano sui social

27 novembre 2015 ore 8:20, Andrea De Angelis
Trenord, sciopero e disagi: i pendolari si scatenano sui social
"Oggi, fino alle ore 18.00, è in atto uno sciopero nazionale indetto dalle organizzazioni sindacali CUB Trasporti, USB lavoro Privato e il Coordinamento Autorganizzato Trasporti a cui potrà aderire il personale di TRENORD. Il servizio regionale e suburbano potrà subire variazioni e/o cancellazioni. Sono coinvolti anche i collegamenti aeroportuali Malpensa Express. Circoleranno regolarmente i treni inseriti nella lista dei treni garantiti con partenza dalle ore 6:00 e arrivo a destinazione entro le ore 9:00". Così sul sito di Trenord, che rimanda anche ad una lista consultabile dagli utenti. 

Disagi dunque per migliaia di persone, alcune delle quali non ci stanno e denunciano via Twitter disservizi e problemi anche durante la fascia oraria che potremmo definire, almeno in parte, protetta. 
Premesso che si tratta di pareri di singoli viaggiatori difficilmente verificabili, è certo che il nervosismo di chi deve recarsi (vedi pendolari) a lavoro di prima mattina e non trova un mezzo per farlo (pendolari che, è bene sottolinearlo, sono per la maggior parte dotati di abbonamento) è vicino al limite. 
Importante però è anche sottolineare le motivazioni dello sciopero indetto per i giorni 26 e 27 novembre che ha coinvolto il personale di Trenitalia e quindi di Trenord. In sintesi, è presa di mira la scelta del Consiglio dei Ministri di cedere il 40% delle Ferrovie dello Stato e di dare avvio alla privatizzazione. Inoltre, si protesta contro i turni di lavoro eccessivi. Di seguito il comunicato ufficiale di USB (Unione Sindacato di Base) che ha indetto lo sciopero:
 
"Il 26 e 27 novembre sarà sciopero nazionale del personale Trenitalia indetto dall’USB contro la privatizzazione, contro i turni di lavoro eccessivi e per  la sicurezza di lavoratori e passeggeri.
Lo sciopero partirà alle ore 21.00 del 26 e si concluderà alle 18.00 del 27 novembre. Saranno garantiti i servizi minimi.
Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera alla svendita del 40% del gruppo FS. Non convincono le rassicurazioni elargite dal Ministro Delrio sul fatto che la maggioranza rimarrà nelle salde mani di questo governo: forte il rischio dell'ennesimo affare speculativo su un impianto strategico del nostro Paese, regalato a imprenditori nostrani o stranieri.
La privatizzazione è l'ulteriore passo verso la definitiva liberalizzazione del settore, dove su rotaie pubbliche e mantenute dallo Stato potranno circolare treni di qualsiasi colore e nazione senza particolari obblighi né verso l'occupazione né verso i diritti dei lavoratori, a partire dal salario e dalla sicurezza; né verso i cittadini che usufruiscono dei servizi meno redditizi.
L’USB rammenta quanto già accaduto nel trasporto aereo, antesignano di privatizzazioni e liberalizzazioni che hanno portato  alla perdita di 1 posto di lavoro ogni 5 occupati, nessun obbligo sociale di riassunzioni per le nuove società, ammortizzatori a carico della collettività e precarizzazione selvaggia. Sono state inoltre regalate fette del nostro mercato ad aziende senza scrupoli, che per anni non hanno pagato nemmeno i contributi ai propri lavoratori impiegati in Italia. Infine, la breve e penosa stagione dei cavalieri della Cai si è conclusa con un debito maggiore di quanto fatto da Alitalia pubblica in 60 anni di storia.
L’USB invita pertanto tutti i lavoratori di Trenitalia a dare il primo segnale di forte contrasto a queste politiche aderendo allo sciopero del 26 e 27 novembre e lancia a tutti i lavoratori delle società del Gruppo l’appello a dare un altrettanto forte segnale di cambiamento, votando per le liste USB nel rinnovo di tutte le RSU e RLS in corso in questi giorni per i circa 70.000 dipendenti FS".

Diamo ora spazio a qualche tweet pubblicato in questi minuti:




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