Colesterolo un nemico genetico: perché non basta la dieta

27 novembre 2015 ore 16:02, intelligo
Colesterolo un nemico genetico: perché non basta la dieta
Non è una questione di dieta sbagliata o di stile di vita ma di geni. Almeno per 250mila italiani. È quanto emerge dall'indagine di Cittadinanzattiva "Colesterolo, una questione di famiglia", presentata ieri a Roma. Un problema genetico impedisce all'organismo di eliminare efficacemente dal sangue il colesterolo cattivo. Si tratta della cosiddetta ipercolesterolemia familiare, patologia ancora poco conosciuta, diagnosticata e trattata, tanto che si stima che in Italia abbia ricevuto una diagnosi corretta solo l'1% della popolazione che ne è affetta, a confronto dell’Olanda 71%, e della Norvegia 43%.

Sono stati somministrati 1.300 questionari e poco meno della metà degli intervistati (45%) ha riconosciuto l'ipercolesterolemia familiare come un'elevata concentrazione di colesterolo nel sangue ma solo poco più di un terzo conosce l'origine. Problemi di colesterolo sono stati riscontrati in prevalenza tra le donne con età compresa tra 41 e 30 anni: il 37% soffriva di ipercolesterolemia, e oltre il 27% di ipercolesterolemia familiare. Dopo la prima diagnosi, il 60% afferma che i familiari sono stati sottoposti agli esami diagnostici, ma c'è anche un 15% che ha dichiarato che il proprio medico non ha ritenuto necessaria l'estensione degli esami a tutta la famiglia. I problemi non mancano anche nei casi in cui i pazienti siano bambini: il 12,9% dei genitori dice che l'esenzione non copre tutte le prestazioni di cui il figlio avrebbe bisogno.

Tra le proposte di Cittadinanzattiva, «promuovere informazione e formazione rivolte ai professionisti ed alla popolazione, per arrivare ad una diagnosi precoce» e «costruire un Percorso Diagnostico-terapeutico che garantisca diagnosi precoce e continuità assistenziale». Dallo studio emerge anche come il 33% dei pazienti abbia avuto difficoltà nell’individuare uno specialista, mentre il il 39% lamenta la poca la collaborazione tra specialista e medico di famiglia. Altro problema evidenziato è l'assenza di sintomi evidenti della malattia. Unica possibilità: fare spesso le analisi del sangue.

A.B.

autore / intelligo
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