Verso la "Santa Alleanza" per le Comunali, ma non c'è Speranza per Ncd?

27 novembre 2015 ore 10:33, Americo Mascarucci
Verso la 'Santa Alleanza' per le Comunali, ma non c'è Speranza per Ncd?
Il Partito della Nazione comincia ad emettere i primi "vagiti" complice il “caso Napoli” ossia l’intenzione di coinvolgere nelle primarie per la scelta del candidato sindaco anche il Nuovo Centrodestra. 
Ma c'è chi è pronto a soffocare il "neonato nella culla".

La minoranza Dem ha alzato le barricate, con Roberto Speranza che ha evidenziato come le primarie le debba fare il “centrosinistra”. Il centrodestra dunque, nuovo o vecchio che sia, non c’azzecca niente. 
E così a Napoli, dopo il ritorno di Antonio Bassolino che ha in pratica provocato un terremoto dentro il Pd con Renzi e company decisi ad ogni costo a bloccare ogni velleità dell'ex sindaco, a scuotere gli animi ci si è messa pure la prospettiva che Napoli possa diventare il laboratorio del nuovo Partito della Nazione di renziana memoria.  
"Spero che arrivi presto una smentita da parte dei vertici del Nazareno - aveva attaccato ieri Speranza che poi aveva aggiunto - Basta giochi delle tre carte. Basta partito della Nazione, dobbiamo ricostruire il centrosinistra2.
La smentita richiesta  e' arrivata tramite una presa di posizione del segretario regionale campano, Assunta Tartaglione: 
"Sulle alleanze alle comunali nessuna scelta estemporanea, ma solo l'avvio di percorsi che devono essere condivisi, non solo a livello locale".
Una smentita che tuttavia sa tanto di conferma perché non esclude nessuna possibile alleanza con gli uomini di Alfano o meglio dei due Alfano (Angelino il segretario nazionale e Gioacchino quello campano). 
“Le relazioni con forze politiche di rilievo sovracomunale, come noto, vanno vissute nella collegialità e nelle sedi opportune" ha specificato ancora la Tartaglione. 

Tuttavia il terremoto ormai c’è stato e le scosse non hanno mancato di provocare i primi effetti. 
La sinistra di Fassina e Vendola, che sembra sempre più orientata verso un appoggio al sindaco uscente Luigi De Magistris denuncia come ormai il Pd abbia perso la sua natura di partito di centrosinistra consegnandosi nelle mani della destra. 
Il Pd in effetti sembrerebbe barcolare nel buio un po’ dappertutto. La moratoria annunciata da Renzi e lo slittamento di tutte le primarie alla data del 20 marzo non sembra destinata a concretizzarsi visti i problemi sempre maggiori che arrivano dal territorio. 
A Milano ad esempio Sel non è d’accordo con la candidatura di Giuseppe Sala ex commissario dell’Expo e chiede che sia garantita la continuità con l’esperienza della giunta Pisapia puntando su un esponente della giunta uscente alle primarie di coalizione. 
A Bologna il Pd vorrebbe sostituire l’uscente Virginio Merola il quale però ha minacciato di scendere comunque in campo con una propria lista.
A Torino Fassina e compagni sembrerebbero ormai orientati a presentarsi al primo turno con un proprio candidato dopo aver espresso critiche sull’operato del sindaco Piero Fassino. 
A Napoli come detto c’è Bassolino pronto a scendere in campo ma c’è anche Gennaro Migliore che sarebbe gradito a Renzi ma non avrebbe l’appoggio di Ncd né tantomeno quello della sinistra (Migliore è l’ex capogrupo di Sel alla Camera, passato al Pd dopo essere entrato in rotta di collisione con Vendola). La quale sinistra come detto sarebbe decisa a sostenere De Magistris. 
Infine Roma dove nel Pd c’è chi non disdegnerebbe di puntare su Alfio Marchini dopo che il centrodestra ha escluso definitivamente un accordo con lui. Marchini avrebbe anche l’appoggio dei centristi, ma Renzi vorrebbe un candidato di area, insomma un suo fedelissimo (il prefetto Franco Gabrielli per esempio o il ministro Marianna Madia). 
Una gran confusione cui adesso si è aggiunta anche la problematica del Nuovo centrodestra e dell’ingresso degli alfaniani a pieno titolo nella coalizione di centrosinistra. Per Speranza e compagni questo non sarebbe altro che il primo passo verso la nascita del Partito della Nazione una sorta di riedizione della “Balena Bianca”. Una prospettiva che ovviamente renderebbe inevitabile l’abbandono del partito da parte della minoranza Dem. Altro dunque che la “guerra in casa” evocata da Bersani! Con l’ingresso dei centristi è chiaro come per la sinistra del Pd gli spazi di manovra sarebbero ridotti allo zero. 

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