Povero Crocifisso, rimosso in nome della bontà laica: vergogna nel Milanese

27 novembre 2015 ore 11:33, Americo Mascarucci
Povero Crocifisso, rimosso in nome della bontà laica: vergogna nel Milanese
Un concerto di Natale in una scuola del Milanese è stato rinviato e il crocifisso "rimosso" in nome "della laicità". 
L'episodio, probabilmente destinato a suscitare polemiche, segue quello avvenuto in un istituto del Bergamasco. A riportarlo è il quotidiano Il Giorno. 
E' accaduto all'Istituto comprensivo Garofani di Rozzano (Milano) dove "hanno deciso di applicare una linea rigorosamente improntata alla laicità in occasione dei festeggiamenti natalizi che cadono dopo la strage terroristica di Parigi. Una linea contestata da un gruppo di genitori, che sta preparando una lettera di protesta contro la scelta del dirigente scolastico reggente, Marco Parma (già candidato sindaco per la lista civica 'Aria pulita' e per il M5S a Rozzano)". 
"Nel mirino dei genitori - scrive il quotidiano - è finita innanzitutto la cancellazione della 'Festa musicale di Natale' che negli ultimi anni si era tenuta a teatro". Un appuntamento con canti e cori non solo natalizi. Ma quest'anno alcuni genitori avevano chiesto di inserire alcuni canti più squisitamente natalizi come 'Adeste fideles' e 'Tu scendi dalle stelle'.
I vertici scolastici hanno deciso di spostare il concerto dopo le festività cambiandogli addirittura il nome: non più "Concerto di Natale", bensì "Concerto d'Inverno" e questo perché mentre il Natale ha un significato prettamente cristiano, l'inverno riveste invece un carattere di universalità, o meglio di neutralità.
Il secondo elemento di polemica tra dirigenti scolastici e genitori riguarda l’esposizione del crocifisso nelle aule. E le versioni dei vertici divergono. Parma sostiene che "i crocifissi non ci sono da tempo, un paio di genitori ha proposto di metterli nelle aule e il Consiglio di Istituto a giugno ha respinto la proposta". La Godi, invece, spiega "che in due aule i crocifissi c’erano e nelle altre no. La decisione del Consiglio di Istituto è stata quella di uniformare e togliere i crocifissi che c’erano". Risultato finale: concerto di Natale cancellato e crocifisso rimosso. 
Complimenti davvero, non c'è che dire! 
Tuttavia certo interesse per l'altrui sensibilità eventualmente ferita dei non cristiani - sembra tanto un pretesto utile per cancellare sempre di più la religione dalle scuole e far maturare nelle nuove generazioni una coscienza laica basata sul rifiuto dei simboli religiosi e sul ripudio delle radici cristiane dell'Italia. Un dogmatismo a rovescio, una sorta di educazione al pensiero unico. Sradicando la religione dalla società, è la pretesa dei laicisti duri e puri fra cui si annoverano purtroppo tanti insegnanti e dirigenti scolastici, si favorirebbe l'integrazione. Poi arrivano le stragi di Parigi e persino il Premier Matteo Renzi si rende conto che è necessario investire in cultura per riscoprire e riaffermare la nostra identità. 
Perché proprio quell'integrazione che si è sempre pensato di favorire eliminando i crocefissi dalle aule e i presepi dalle scuole,  ha generato i fondamentalisti che poi ci colpiscono mentre stiamo al ristorante, al cinema, nei centri commerciali, ovunque. Noi ci siamo in pratica piegati a loro rinunciando ad essere noi stessi e loro, dopo averci "condannato" a rinunciare alle nostre tradizioni, ci condannano a morte con le stragi e gli attentati. 
Eppure di fronte ad episodi come quelli di Rozzano proprio quell'Islam che nei paesi musulmani difende con orgoglio il proprio credo, non rinuncia alle proprie tradizioni e non si preoccupa di offendere la sensibilità dei non islamici (ad esempio quella di non essere svegliati in piena notte dai muezzin che predicano dagli altoparlanti invitando alla preghiera e recitando i versi del Corano) ci fa provare invidia di fronte ad un Occidente che al contrario è pronto a sacrificare storia, cultura, arte, tradizione e fondamenti religiosi pur di apparire così tanto "politicamente corretto". 
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