Mancuso risponde a Generazione Italia: "Fanatici, ma non del Vangelo. E papa Francesco è male informato"

27 novembre 2015 ore 16:02, Lucia Bigozzi
Mancuso risponde a Generazione Italia: 'Fanatici, ma non del Vangelo. E papa Francesco è male informato'
“Iniziativa sproporzionata che richiama antiche tentazioni oscurantiste”. “Sono fanatici, ma non del Vangelo, vorrebbero affermare che il loro modello è l’unica verità”. E’ la contro-lettura di Aurelio Mancuso, presidente di Equality all’iniziativa di Generazione Italia contro la teoria del gender a scuola, nella conversazione con Intelligonews

Cosa ne pensa dell’iniziativa promossa per il 4 dicembre da Generazione Famiglia che rilancia la battaglia contro la teoria del gender nelle scuole e propone un’assenza simbolica dei figli dalle scuole?

«E’ un’iniziativa sproporzionata che richiama tentazioni antiche di un certo segmento del cattolicesimo italiano e di una certa visione dello stato laico e della scuola pubblica. E’ chiaro che le famiglie devono avere voce sui programmi scolastici, ma la scuola pubblica ha un dovere formativo perché cerca di supplire alle carenze delle famiglie specie in tema di sessualità. Purtroppo questo loro atteggiamento riporta ancora più indietro il dibattito: se hanno segnalazioni di casi a scuola, vadano a denunciarli alla procura della Repubblica non al ministro. Se non ci sono, come io credo, siamo di fronte a una campagna costruita sul nulla»

Lei li ha definiti “fanatici”. Conferma e perché?

«Confermo. Attenzione, non fanatici del Vangelo. Io, da cattolico, mi ritengo un fanatico del Vangelo nel senso del messaggio di Gesù. La presunzione di dire che quello che propagandano loro è l’unico messaggio vero da portare nella società plurale, la trovo assurda. Questo stravolgimento della missione cattolica in Italia la interpreto più come una battaglia interna alla Chiesa cattolica che la volontà vera di incidere sul dibattito pubblico. Nella società non c’è una divisione tra famiglie cattoliche eterosessuali, coppie gay, separati o divorziati. Voler affermare che il loro modello è l’unico di cui la scuola deve seguire, significa occuparsi  di una minoranza, basta leggersi i dati Istat»

Quindi è “fanatico” anche il Papa? 

«Purtroppo, e lo dico da cattolico e con dolore, papa Francesco è male informato e sostiene una teorizzazione che non è nuova, ma risale al 200 con la pubblicazione del Lexicon dell’allora cardinale Ratzinger che ha molto influenzato tutta l’intellighentia cattolica e per questo non mi stupisce che anche Francesco ne sia influenzato. Il problema è che si sostiene che le persone sono o uomini o donne e che non esiste una costruzione culturale. Non si tratta di mettere in discussione chi nasce maschio e femmina ma di riconoscere una parità di genere che va oltre i ruoli e l’identità sessuale»

Generazione Italia sostiene di essere maggioranza nel Paese. Lei si sente parte di una minoranza?

«Con questa logica Hitler aprì i campi di concentramento. Se c’è una maggioranza che pensa che i gay siano malati o che non devono avere diritti vuol dire che non si è capito molto del nazismo e del comunismo o la stessa Chiesa con i roghi e la Santa Inquisizione. Se la discussione la mettono su questo piano molto basso, posso rispondere che se loro hanno un po’ riempito piazza San Giovanni a giugno, noi in tre mesi abbiamo riempito le piazze di 25 città con i Pride: ma che senso ha metterla su questo piano?».

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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