Terrorismo, la sfida "social" del governo: dopo i tag ai jihadisti, ora si intercetta la Playstation

27 novembre 2015 ore 18:58, Adriano Scianca
Terrorismo, la sfida 'social' del governo: dopo i tag ai jihadisti, ora si intercetta la Playstation
Ricordate quando Matteo Renzi e il presidente del Pd Matteo Orfini ingannavano l'attesa per il risultato delle Regionali passando il tempo ai joystick della Playstation? Ebbene, magari i due esponenti democrat non stavano semplicemente sfidandosi a Pro Evolution Soccer, ma forse erano a guardia della sicurezza nazionale. 

Si scherza, ovviamente, ma desta sicuramente attenzione la rivelazione del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, sul fatto che da oggi in poi, per scovare i terroristi, verranno monitorate anche le conversazioni private scambiate sulle piattaforme legate alla popolare consolle. "Un tempo – ha detto il ministro – lo scambio delle notizie avveniva solo per telefono. Oggi gli strumenti sono molti di più e la rete offre infinite opportunità. Per questo dobbiamo potenziare i nostri sistemi di intercettazione e questo oggi abbiamo deciso. Sulle PlayStation? Sì, ma anche su tutte quelle chat legate ad altri programmi come, ad esempio, quelli per scaricare musica”.
 
I terroristi, come tutti coloro che devono comunicare senza farsi intercettare, sono costantemente alla ricerca di metodi alternativi e poco controllati di comunicazione. Le chat legate ai giochi della Playstation possono essere uno di questi canali, anche se il fatto che gli attentatori di Parigi se ne siano effettivamente serviti non è stato affatto provato. E nel caso di conversazioni legate a partite on line fra due o più utenti privati, non è detto che sia così semplice un'operazione di infiltrazione per leggere tali comunicazioni. 

Tenere d'occhio tutte le possibili forme di comunicazione è comunque indispensabile per quanto riguarda la lotta al “software” del terrorismo. Ci sarebbe poi da operare sull'“hardware”, sconfiggendo lo jihadismo sul terreno. Per questo il mondo si sta attrezzando, con tutte le contraddizioni e le complicazioni del caso. E l'Italia? L'Italia è ferma al palo. O alla consolle.
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