Aids, 3500 contagi l'anno in Italia: il pericolo dei malati inconsapevoli

27 novembre 2016 ore 10:54, Adriano Scianca
Le nuove infezioni di Hiv in Italia sono ancora tra le 3500 e le 4000 all'anno. Nel 2015, per la precisione, sono state 3441, secondo il Centro Operativo Aids dell’Istituto Superiore di Sanità. Lo spiegano gli esperti in occasione della Giornata Mondiale dell’Aids del 1 dicembre. L’età media dei pazienti oggi si aggira sui cinquant’anni e tanti non sospettano di essere stati contagiati, così le diagnosi arrivano tuttora troppo tardi. La percentuale di chi lavora ed è inserito nella società supera il 75 per cento negli uomini e il 60 per cento nelle donne. 

Aids, 3500 contagi l'anno in Italia: il pericolo dei malati inconsapevoli

Dal 1981 l’Aids ha ucciso oltre 25 milioni di persone in tutto il mondo. In tutto il mondo, vivono con il virus Hiv circa 36,7 milioni di persone.  Il problema sono i soggetti ignari di essere sieropositivi che sono tuttora veicolo del virus. I dati di “Hiv in Europe” raccontano che, tra i due milioni e mezzo di persone con Hiv  stimate in tutta l’area europea, almeno una su tre (in Italia, secondo altre stime, una su 4) non è a conoscenza del proprio stato sierologico e che metà delle diagnosi vengono effettuate in ritardo rispetto al momento in cui si è contratto il virus. Da tenere d'occhio, secondo gli esperti, sex workers e migranti che vengono da Paesi in cui il virus è endemico. 

In questi anni sono cambiate anche le cure: la risposta al trattamento con antiretrovirali è spesso ottima e si elimina anche il rischio di trasmissione: sono già documentati centinaia di gravidanze in coppie in cui l’uno o l’altra è sieropositivo e non c’è stato il ricorso a tecniche di fecondazione assistita, per esempio per il “lavaggio” degli spermatozoi, senza alcun contagio del partner o del bambino. Non c'è ancora un vaccino, tuttavia, anche perché il virus è difficile da “catturare” a causa delle sue continue mutazioni.


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