È Rousseff bis! Ma il Brasile si spacca a metà

27 ottobre 2014 ore 9:41, intelligo
  Il Partito dei lavoratori si conferma per la quarta volta consecutiva alla guida del Brasile, con il secondo mandato che gli elettori hanno concesso a Dilma Rousseff, 67 anni, storica militante della sinistra, delfina di Luis Inacio Lula da Silva che nel 2002 sdoganò il Paese dalla teoria dei governi conservatori. Dilma ha chiuso il ballottaggio di ieri con il 51,64% dei voti, quasi 54 milioni e mezzo di brasiliani hanno deposto nell'urna il suo nome, contro i 51 milioni e poco più che hanno scelto Aecio Neves, che ha raggiunto il 48,36% dei consensi. Rousseff e Neves sono stati protagonisti di un'accesa campagna elettorale, forse la più combattuta dal ritorno alla democrazia del 1985. La presidente uscente ha puntato sul sociale, ricordando il difficile periodo in cui il Partito della socialdemocrazia governò il Brasile, "i fantasmi del passato" della povertà, della disoccupazione e dell'iperinflazione. Neves invece ha chiesto agli elettori di  guardare ai "mostri del presente", rappresentati soprattutto dalle difficoltà economiche degli ultimi anni, dal crollo del Pil (+7,5 nel 2010, +0,5 quest'anno) all'alta inflazione (che ha superato l'obiettivo del governo al 6,5%), fino alla corruzione in seno alla compagnia petrolifera statale Petrobras. L'avvicinamento alle elezioni ha subito un punto di svolta quando il principale candidato dell'opposizione, Eduardo Campos, è morto in un incidente aereo ad agosto. La sua sostituta, Marina Silva, si è accreditata come principale sfidante di Rousseff, ma al primo turno ha chiuso alle spalle di Neves e neanche il sostegno garantitogli al ballottaggio è servito ad evitare il secondo mandato di Rousseff.  
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]