La lite tra Renzi e Barroso? La solita storia del caporale e del sergente

27 ottobre 2014, intelligo
La lite tra Renzi e Barroso? La solita storia del caporale e del sergente
di Gianfranco Librandi La lite di Renzi con Barroso è reale oppure la solita pantomima? Spieghiamo perché questa domanda, anche se è piuttosto evidente. Renzi, come Hollande e altri, si trova a “governare” il proprio Paese destreggiandosi, più o meno goffamente, fra un mucchio di difficoltà. La situazione di appartenenza all’UE li costringe anche a continui confronti con la burocrazia di Bruxelles, da qui si arriva alla presunta lite fra Barroso e Renzi. Perché la domanda di apertura? Ci arriviamo con un esempio noto alla maggior parte dei cittadini senza dover affrontare tecnicismi a volte stucchevoli. In una caserma c’è il sergente che è portavoce e tutore della volontà di chi comanda fra i soldati, il caporale che è l’intermediario fra il sergente e la truppa, e infine la truppa. Il sergente rappresenta Bruxelles, il caporale è Renzi e la truppa siamo noi cittadini. Il caporale ha l’ingrato compito di fare eseguire gli ordini senza alcuna possibilità di valutarne l’opportunità, e per questo è stato scelto dal sergente; contestualmente deve ascoltare e mediare le rimostranze della truppa. E’ dunque un compito assai difficile e richiede una personalità molto forte o di spiccate capacità d’intermediazione. Deve dunque trasmettere a entrambe gli interlocutori di essere dalla loro parte, quindi risponde “signorsì” al sergente e promette alla truppa di far arrivare a chi comanda tutte le loro richieste. In guerra, questa situazione è ovviamente più difficoltosa, in questo caso il compito del caporale è veramente molto complicato, quasi impossibile, e allora si ricorre a un’astuzia vecchia come il mondo. Trovare un accordo col sergente di fingere una lite, fare in modo che la notizia arrivi alla truppa per vie traverse in questo modo accreditando la figura del caporale alla truppa che lo guarderà come un eroe, dalla loro parte e anche in difficoltà. Il rischio per la truppa a questo punto diventa che il “loro” caporale sia sostituito con un nuovo ignoto e magari più “cattivo” del sergente stesso. Qui scatta il meccanismo perverso di difesa del caporale da parte della truppa. Per difenderlo prima di tutto c’è bisogno di fare meno domande possibili, abbassare la testa e pedalare. In questo modo il caporale farà quanto richiesto dal sergente con il favore della truppa. Ecco perché parliamo della legge di stabilità non nei termini ufficiali ma dando per scontate le clausole di salvaguardia. Renzi “precisa” che se non rispetterà gli obiettivi di bilancio, le entrate saranno comunque garantite, e non certo perché aumenta il Pil. Caspita, ma allora mette le mani avanti, è ovvio! Le previsioni di crescita sono state abbondantemente smentite da Istat, Bankitalia, Draghi, Commissione. Ogni giorno si va al ribasso, quindi non resta che puntare al rialzo fiscale. E in cosa consiste il rialzo fiscale? Ma è ovvio anche questo, lo abbiamo già scritto: ha messo nero su bianco un aumento dell’aliquota Iva agevolata del 10% di 2 punti percentuali nel 2016 e poi di un altro punto (13%) nel 2017. Mentre l’attuale aliquota ordinaria del 22% salirebbe al 24% nel 2016, al 25% nel 2017 e al 25,5% nel 2018. Non dimentichiamo l’aumento delle accise sui carburanti! La conclusione? Continuiamo a lavorare per l’Europa ovviamente!  
autore / intelligo
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