Così il lavoro diventa davvero "agile”. I nuovi diritti per chi lavora da casa

27 ottobre 2015, Luca Lippi
Così il lavoro diventa davvero 'agile”. I nuovi diritti per chi lavora da casa
Il “lavoro agile”, più noto come “smart working” è la possibilità di lavorare da casa o comunque fuori dall'ufficio. Parliamo di nuove regole perché di lavoro agile in realtà se ne parla da almeno 15 anni, è sempre stato considerato come la nuova frontiera del lavoro ma fino ad oggi è stato regolato da un accordo europeo del 2002 sul telelavoro, che l'Italia per prima ha applicato e che ora trova piena esistenza nella proposta collegata alla legge di stabilità, stavolta promettendo di intervenire (con nove articoli) su diritti, privacy, infortuni e retribuzione per chi è dipendente di un'azienda, pubblica o privata.

Il lavoro agile è una prestazione effettuata dai lavoratori dipendenti, e quindi non da partite Iva, fuori dai locali aziendali. Nel 75% dei casi vuol dire lavoro da casa e interessa in egual misura uomini e donne. Il vecchio "telelavoro" spesso considerato degradante e una forma di ripiego per chi non aveva la possibilità di spostarsi, avrà regole e tutele precise. Maurizio Del Conte che ha predisposto il decreto (consigliere giuridico di Palazzo Chigi) dice a proposito: “si colma un vuoto e si creano le premesse per una organizzazione del lavoro più moderna che offre più libertà di nella gestione dei tempi di vita e di lavoro”

Esaminiamo, riassumendo, le caratteristiche della nuova normativa in fase di completamento, riservandoci di dedicare un opportuno approfondimento a decreto completato:

Requisito: la prestazione lavorativa deve svolgersi fuori dai locali aziendali (anche parzialmente) attraverso strumenti idonei allo svolgimento dell’attività.

Principio: la volontarietà, che deve essere regolata da un accordo scritto fra le parti nel quale vengano definiti modalità e utilizzo dei dispositivi tecnologici; l'intesa fra le parti deve indicare anche le fasce orarie di riposo.

Contratto: può essere a tempo determinato o indeterminato, ma si può recedere solo per giusta causa o con un preavviso non inferiore ai 30 giorni.

Trattamento economico e controlli: è il medesimo di chi decide di lavorare nei locali interni all’azienda; i controlli del datore di lavoro devono restare nell'ambito dell'accordo individuale o nel rispetto della legge sui controlli a distanza.

Infortuni: sono coperti gli infortuni durante l’orario di lavoro pattuito, più quelli avvenuti durante il normale percorso di andata e ritorno qualora il dipendente decidesse, o concordasse, l’esigenza di svolgere l’attività in un luogo diverso dall’abitazione.

Incentivi fiscali: sono i medesimi (contributivi e fiscali) previsti nella legge di stabilità riguardo la contrattazione di secondo livello (anche detta “contrattazione decentrata”, integra il contratto collettivo nazionale di lavoro con ulteriori acquisizioni).

In conclusione, una normale giornata di lavoro può cominciare senza aprire l’armadio, tazzone di caffè e tutona possono sostituire (in alcuni casi) giacca e cravatta, rimane però alto l’interesse per l’apertura di una nuova frontiera che potrebbe realmente dare una scossa al mercato del lavoro. Seguiamo gli sviluppi.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]