Evasori da smartphone, è lista nera: cosa succede a chi non paga

27 ottobre 2015, Andrea De Angelis
Evasori da smartphone, è lista nera: cosa succede a chi non paga
Ci sono evasori ed evasori.
Avete mai sentito qualcuno pronunciare la solita, vecchia frase: "Ah, pensassero a prendere i pesci grandi". Sì, come immaginavamo. Del resto è chiaro che un grande evasore crea un danno infinitamente superiore allo Stato rispetto a quello che può causare un normale cittadino. Il punto, però, è sempre lo stesso: tanti piccoli evasori diventano un grande evasore. La somma, insomma, conduce a risultati da non sottovalutare, specie se vale ancora quel "la matematica non è un'opinione" che ci insegnavano fin da piccoli. 

Così, tra le morosità del XXI secolo, ecco quella telefonica. Una nuova morosità, almeno in apparenza, visto che oggi rispetto al passato riguarda soprattutto cambi di compagnia telefonica e abbonamenti non pagati. Altro che la cara, vecchia interurbana.
Il Garante della privacy ha detto sì alla banca dati delle morosità telefoniche intenzionali, quei mancati pagamenti non dovuti a difficoltà momentanee o a dimenticanze, ma a una precisa volontà dell’utente. Si avvia così la costituzione del “Sistema informativo sulle morosità intenzionali nel settore della telefonia” (S.I.Mo.I.Tel.) che censirà con una sorta di “lista nera” le persone fisiche e giuridiche, enti, associazioni, titolari di ditte individuali e liberi professionisti non in regola, in particolare, con i pagamenti delle bollette telefoniche relative ai pacchetti comprensivi di abbonamento e fornitura di smartphone o tablet. Nel sistema non saranno però inseriti gli utenti con morosità dovute a ritardi occasionali. 

Evasori da smartphone, è lista nera: cosa succede a chi non paga
La banca dati sarà consultabile dagli operatori prima dell’attivazione di un nuovo contratto. Obiettivo del provvedimento è quello di contrastare il fenomeno del cosiddetto “turismo telefonico” sempre più diffuso. Sono molti infatti gli utenti che passano da un operatore all’altro lasciando dietro di sé bollette insolute, avendo però nel frattempo a disposizione un telefonino dal significativo valore economico. Lo scambio di informazioni sulle morosità intenzionali può quindi risultare utile per valutare e contenere questo tipo di condotte. Nel sistema che sarà gestito da un soggetto che verrà individuato dagli operatori telefonici, potranno essere trattate solo informazioni riguardanti i mancati pagamenti del cliente. Non potranno essere trattati dati sensibili o giudiziari.

Cosa succede dunque a chi entra nella lista? Avrà certamente maggiori difficoltà a stipulare un nuovo contratto, ma attenzione: il fine è quello di risolvere il problema della morosità. Anche l'inserimento delle informazioni sulle morosità potrà avvenire solo alle seguenti condizioni: risoluzione del contratto da non meno di tre mesi; morosità superiore a 150 euro per singolo operatore; fatture non pagate nei primi sei mesi successivi alla stipula del contratto; assenza di altri contratti in regola con lo stesso operatore
Inoltre, sempre nella suddetta ottica di cui prima, il cliente prima di essere inserito nel sistema dovrà essere avvertito dall'operatore telefonico dell'imminente iscrizione. Le informazioni sui pagamenti non regolarizzati saranno conservate per 36 mesi e poi verranno cancellate automaticamente. 



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