Kibo protegge chat e messaggi, ma chi ci protegge da Kibo?

27 ottobre 2015, Andrea De Angelis
Kibo protegge chat e messaggi, ma chi ci protegge da Kibo?
Quante coppie saltate, amicizie finite, quanti litigi e scaramucce per un messaggio letto da chi non doveva vederlo
o per una chat finita sotto lo sguardo sbagliato. Adesso per evitare tutto ciò c'è un'applicazione che, possiamo affermarlo senza paura di essere smentiti, risulterà essere fin da subito una tra le più desiderate dagli utenti. 

Perché, sia chiaro, non tutti abbiamo qualcosa da nascondere. Ma i fraintendimenti sono dietro l'angolo, anche quando si è in buona fede. Così chat ed sms possono diventare veicolo di liti importanti, seppur evitabili. Altra cosa è il tradimento, ci mancherebbe. 
Al di là delle cause, Kibo sarà un alleato per il vostro smartphone, una sorta di guardia del corpo delle conversazioni. L'idea infatti è nata da una sorpresa di compleanno rovinata. L'app lanciata la scorsa settimana è stata creata dal bielorusso Vitaly Halenchik e dal russo Kiril Davydov e permette di nascondere i messaggi privati in qualsiasi chat. Basta un lucchetto. Al momento, ha più di 25mila utenti a poco più di una settimana dal lancio.

Attenzione però perché anche dietro alle invenzioni apparentemente più utili può nascondersi un'insidia. La domanda infatti, un attimo dopo aver esultato per lo scampato pericolo, sorge spontanea: chi vedrà i miei messaggi una volta protetti? C'è il rischio, cioè, che allontanati dagli occhi indiscreti di amici e parenti finiscano sotto lo sguardo di sconosciuti? Dalla padella alla brace, per essere chiari. 
Una domanda questa che Repubblica.it ha posto ai creatori di Kibo. “Stiamo salvando tutti i messaggi sul nostro server, ma per garantire la riservatezza li registriamo in forma del tutto anonima”, hanno assicurato i co-fondatori di Kibo. 

Non si tratta, inoltre, della prima app che nasconde i messaggi delle chat. Si può dire che Snapchat ha dato il via con i suoi messaggi e foto che si autodistruggono. Poi c’è Confide che si può istallare anche sul pc. Ma Kibo è diverso perché si "lucchetta" grazie all'azione singola di ogni utente, si attiva cioè momento per momento in ogni chat che si usa. Per "scriversi in segreto", però, c'è un requisito: entrambe le persone devono aver scaricato l'applicazione. Non basta, dunque, avere Kibo come guardia del corpo, ma occorre che anche il nostro interlocutore abbia effettuato la stessa scelta. 


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