No trascrizioni nozze gay, Manif: "Vittoria su attivismo ideologico dei sindaci. Ecco al pettine i nodi"

27 ottobre 2015, Marta Moriconi
No trascrizioni nozze gay, Manif: 'Vittoria su attivismo ideologico dei sindaci. Ecco al pettine i nodi'
"Le loro trascrizioni sono illegittime". Così i giudici del Consiglio di Stato bocciano i sindaci che hanno proceduto alla trascrizione in Italia delle nozze gay avvenute all'estero. E ancora: in base all'attuale ordinamento italiano, i matrimoni si possono celebrare soltanto tra persone di sesso diverso. Filippo Savarese, portavoce della Manif Pour Tous Italia, parla di "vittoria sull'attivismo ideologico dei sindaci" e commenta come per lui le ultime notizie (dal Sinodo in poi) rappresentino ormai un ostacolo per l'iter parlamentare del Ddl Cirinnà.

Cosa dice (e se lo dice una volta per tutte) questa sentenza?

"Questa sentenza è una boccata di ragionevolezza e di applicazione della legge italiana. Dice che la complementarietà tra uomo e donna è nel matrimonio una connotazione ontologica. Cioè la ragion d'essere del matrimonio è che è formato da un uomo e una donna e questo perché il matrimonio è in virtù della potenzialità procreativa dei due sessi. Sulla base di questo boccia i registri di chi vuol riconoscere i matrimoni contratti all'estero tra persone dello stesso sesso". 

Per voi della Manif che significato ha? Vi dà ragione di tante battaglie?

"Sì. E' la vittoria sull'attivismo ideologico dei sindaci dell'anno appena passato, in particolare contro Ignazio Marino che ha fatto di questi strumenti ideologici una campagna mediatica. Lui, che tanto si appella alla legalità, è stato sconfitto proprio su questo terreno". 

Cosa cambia ora con questa sentenza e dopo le parole del Sinodo su questa questione tanti delicata?

"Questa sentenza mette un freno al tentativo politico di cambiare lo stato delle cose in Italia senza passare per la volontà popolare. Perché nella sentenza c'è un richiamo ai giudici, in cui si chiede di non manipolare la legge esistente. Per quanto riguarda il Sinodo, per i profili che interessano la nostra attività, siamo contenti della condanna totale dell'ideologia gender. La Chiesa come la Costituzione crede che non ci sia da fare paragoni tra la famiglia e le altre forme di unione".  

Monica Cirinnà ieri, su IntelligoNews, non ha voluto commentare il Sinodo ma sulle unioni civili si è detta certa, magari con un lieve ritardo, di procedere all'approvazione. Qualcosa invece è cambiato per voi? 

"Tutti i nodi vengono al pettine, abbiamo lavorato begli ultimi due anni per renderli noti con una campagna di informazione a tambur battente su tutto il territorio nazionale e che si è concretizzata con la manifestazione del 20 giugno. Ormai capiscono tutti che il ddl delle unioni civili rottama il matrimonio e apre al mercato internazionale dei figli".

Passiamo al Parlamento. Queste novità incideranno sull'iter delle unioni civili?

"Non passerà mai la versione più ideologica che la stessa Cirinnà sostiene. A quel punto bisogna vedere se le associazioni Lgbt se la prenderanno tra loro, ma se il Parlamento dovesse spingere sulle unioni civili noi scenderemo di nuovo in piazza e se poi dovessero passare stiamo già raccogliendo le firme per il referendum abrogativo". 
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