A Palmira l'ultima atrocità dell'Isis sui prigionieri: l'escalation delle folli esecuzioni

27 ottobre 2015, Americo Mascarucci
A Palmira l'ultima atrocità dell'Isis sui prigionieri: l'escalation delle folli esecuzioni
Con l’Isis si è andati oltre il nazismo? 
Si può affermare di aver superato le atrocità dei campi di sterminio, delle camere a gas e dei forni crematori?
I paragoni fra tragedie, fra olocausti di proporzioni più o meno immani possono servire davvero a poco perché le atrocità non si misurano con il bilancino delle vittime accertate o con la crudeltà della metodologia scelta per sterminare; ma certo è che l’Isis le sta provando davvero tutte per dimostrare di essere oltre Hitler, di non avere proprio nulla da invidiare ai nazisti. 

I miliziani del Califfato hanno ormai da mesi conquistato Palmira e dopo aver saccheggiato e distrutto il prestigioso sito archeologico continuano a fare scempio di prigionieri inventandosi nuovi strumenti di tortura e di morte. 
Ecco l’ultima macabra trovata. 
Tre detenuti caduti nelle loro mani sono stati legati a tre colonne all’interno del sito archeologico e fatti saltare in aria. 
Con una fava hanno così preso due piccioni; hanno giustiziato tre prigionieri distruggendo contemporaneamente altri reperti archeologici. 

L’Osservatorio nazionale per i Diritti umani (Ondus) ha reso noto come ormai sia impossibile star dietro alle atrocità dell’Isis. I prigionieri legati alle colonne e fatti esplodere sono soltanto l’ultima moda di giustiziare i nemici, siano essi soldati dell’esercito governativo, popolazioni ribelli o cristiani.
Si è iniziato con le decapitazioni e con il taglio delle gole con tanto di video dell’esecuzione contenenti le grida atroci del povero disgraziato di turno; poi si è passati alle crocifissioni di massa, pratica questa che per la sua crudeltà fu addirittura abolita già ai tempi dell’Impero romano dove veniva riservata soltanto agli schiavi per scoraggiarli dal proposito di ribellioni.

Cosa volete di più atroce e doloroso di una crocifissione? Forse i corpi arsi vivi? Fatto anche quello con tanto di ripresa video.
Forse le persone fatte sdraiare per terra per essere schiacciate dai carri armati? Nessun problema c’è già stato anche quello. 
Poi è stato il turno delle persone gay fatte precipitare come sacchi dai piani alti dei palazzi. 

Dopo le esecuzioni i corpi straziati vengono esposti, con addosso un cartello che riporta la loro colpa; stregoneria, blasfemia (per i cristiani o per quanti non aderiscono al culto islamico estremizzato dell’Isis), comportamenti contrari alla morale come nel caso dell’omosessualità, di chi fuma, di chi beve alcolici, di chi ascolta musica, di chi non veste in maniera appropriata.
Poi ci sono le donne stuprate e lapidate proprio come avveniva una volta per punirle di aver tradito il proprio marito. 
Oggi la lapidazione può avvenire per molto meno nel Califfato anche soltanto per la colpa di non essersi coperte la faccia a sufficienza lasciando magari gli occhi troppo in vista. 

Insomma, una parte di mondo che sembra rimasta ferma all’epopea ante Cristo visto che certe barbarie erano forse già superate nel tanto detestato medioevo. Ora l’ultimo orrore, i corpi fatti esplodere, ultima frontiera del “politicamente spietato”. 
E mentre dagli avamposti della Siria conquistati dalle milizie del Califfato giungono notizie del genere insieme ai video degli orrori e delle devastazioni, la comunità internazionale, civile e progredita al punto da pretendere di esportare la civiltà dove non è mai arrivata, continua a dividersi e a discutere se in Siria sia più o meno opportuno che Assad lasci il potere. 
E intanto i raid aerei della Russia e della coalizione internazionale guidata dagli Usa non sembrano ottenere grandi successi nella guerra contro quelli che definire tagliagole è oggi forse un eufemismo, di fronte alle nuove atrocità compiute. 

E dall’aldilà i vari Hitler, Stalin, Pol Pot, saranno entusiasti di aver fatto scuola e di avere oggi così tanti degni eredi capaci di superare i maestri. 
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