Consiglio di Stato, Concia: “Adinolfi e i conservatori non hanno vinto nulla. A meno che i 5Stelle..."

27 ottobre 2015, Lucia Bigozzi
Consiglio di Stato, Concia: “Adinolfi e i conservatori non hanno vinto nulla. A meno che i 5Stelle...'
“La sentenza del Consiglio di Stato conferma ancora di più che serve una legge. Hanno vinto Adinolfi e i cattolici conservatori? Non hanno vinto niente e lui lo sa bene”. Anna Paola Concia ex parlamentare Pd in prima linea sulle battaglie per i diritti civili, mette i puntini sulle “i” e non ci sta a far passare il pronunciamento dei supremi giudici come il de profundis del ddl Cirinnà. Nella conversazione con Intelligonews spiega perché e come finirà la battaglia in parlamento. 

Che idea si è fatta della sentenza del Consiglio di Stato?

«Penso che ormai siamo di fronte a una querelle infinita tra politica e magistratura per cui alcune volte i tribunali emettono sentenze favorevoli, altre contrarie. Il punto vero è che temi di questo genere non possono essere lasciati alla discrezionalità dei giudici e peraltro loro stessi in parte lo indicano quando rimandano al ruolo del parlamento, ovvero quello di legiferare. Questa sentenza è ancora di più la dimostrazione evidente che ci vuole una legge e questo in parte lo ricordano anche i giudici quando indicano che se si vogliono cambiare le cose, serve una norma. Aggiungo che questa querelle infinita è diventata insopportabile; quindi adesso a maggior ragione il parlamento, se vuole riacquistare il suo ruolo, deve fare le leggi. Il tema centrale è questo. In un Paese normale, i politici fanno le leggi e i giudici le applicano»

Nell’intervista a Intelligonews Mario Adinolfi riferendosi anche ai cattolici conservatori dice: “Abbiamo vinto nelle piazze, nei tribunali, in parlamento e nel Sinodo”. Cosa risponde al suo ex compagno di scranno? 

«Povero Mario… sa benissimo che non è vero. Loro non hanno vinto niente, lui è molto bravo a fare propaganda. La facesse pure, siamo in un Paese libero dove ognuno dice quello che pensa, ma i fatti - serenamente – smentiranno Mario Adinolfi. Il Sinodo non fa le leggi, i tribunali non fanno le leggi, le piazze non fanno le leggi, e questo lo sa bene anche Adinolfi che in parlamento c’è stato, era seduto dietro a me. Lui lo sa bene, vuol dire che si diverte così…».

Il mix tra il documento finale del Sinodo e la sentenza del Consiglio di Stato potrebbero ostacolare o, addirittura fermare l’iter del ddl Cirinnà in parlamento?

«Ma no! E perché? I tribunali decidono e danno le loro motivazioni in base anche a criteri di discrezionalità; il Sinodo è la Chiesa e la Chiesa non è una sezione distaccata del parlamento italiano. Sono due cose assolutamente indipendenti. La sentenza del Consiglio di Stato dimostra ancora di più che serve una legge ma credo che il Pd e il governo lo sappiano benissimo e allora basta, facciamo questa legge e facciamola finita»

Da un lato la Costituzione che sancisce il matrimonio tra persone di sesso diverso, dall’altro la sentenza del Consiglio di Stato che riafferma la competenza nazionale rispetto al pronunciamento delle Corti europee. Qual è la sua valutazione?

«Sì, ho letto. Sono tutte sottigliezze giuridiche, poi bisognerà vedere. La sentenza dice quello che dice; in più dice: fate la legge. E questo ribadiscono le varie sentenze che ci sono state negli ultimi cinque anni, ovvero che il parlamento deve legiferare. Nel caso specifico si afferma che il matrimonio è solo tra eterosessuali – cosa che non condivido -  come prevede la Costituzione anche se su questo aspetto i costituzionalisti sono divisi»

Ma allora se il parlamento deve legiferare non sembra che questo sia il momento migliore, con mezzo Ncd che se ne va proprio sulle unioni civili. Cosa ne pensa?

«Va a finire che ci sarà un voto e la legge si farà. A meno che non escano di senno quelli dei 5Stelle, penso che voteranno il testo insieme ai parlamentari di Sel e quindi basta. Si è dimesso Giovanardi? Abbiamo sopravvissuto a tante tragedie, sopravviveremo anche a questa…».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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