#buonascuola, tutte le lettere (di fuoco) a Renzi: dal video alla lavagna fino allo spam

27 ottobre 2015, Luca Lippi
#buonascuola, tutte le lettere (di fuoco) a Renzi: dal video alla lavagna fino allo spam
Lettere a Matteo Renzi, firmate dagli insegnanti. Ovviamente l’argomento è “la buona scuola” e dopo il “video alla lavagna” c’è stata una recrudescenza del fenomeno. La prima lettera fu quella di Daniele Manni di Lecce (2 gennaio 2015) che scriveva (estratto) “…più considerazione in Italia per la professione docente … mi piacerebbe che in questo nuovo anno vedessimo azioni concrete, un po’ come facciamo noi con i nostri alunni …” chiedeva azioni nella lettera il Manni “La prima, a rischio di sembrare banale, è quella di rendere semplicemente “dignitoso” lo stipendio che ci viene riconosciuto, perché oggi, dignitoso, non lo è affatto… La seconda possibile azione è quella di ideare e realizzare iniziative concrete atte a valorizzare la professione”.

 La seconda lettera (nota) fu quella di Rosalinda Lo Presti Gianguzzi (15 maggio 2015), piuttosto agguerrita pur rimanendo nella compostezza che si addice al ruolo, cominciava così e rispondeva alla lettera di Matteo Renzi agli insegnanti. “Intanto vorrei chiederle una gentilezza, pur essendo il Presidente (non eletto) del Consiglio, la pregherei di non spammarmi la casella di posta elettronica, utilizzando per altro una casella di servizio per fini propagandistici elettorali. Detto questo, le ricordo che sono un'insegnante, non mi serve che lei mi spieghi le cose, il mio lavoro è di spiegare agli altri e ciò sottende una discreta capacità di analisi e di comprensione, soprattutto se le sue parole, le stesse, le ascolto nei Tg, in internet ed in qualunque dove.”

Poi alla ribalta arrivò anche la lettera di Denise (si autodefinisce docente Fortunata) del 14 agosto 2015 che concludeva così: “Leggo dei docenti sardi che vogliono protestare minacciando di usare il loro dialetto, dei docenti siciliani che prima annunciano il boicottaggio ma poi inoltrano in massa la domanda suscitando l'ira di chi ha preso un'altra decisione... Scopro che ci sono docenti "immobilizzati", classi di concorso "fantasma", gruppi di supporto per i docenti che saranno "deportati'... È veramente troppo! Mi immedesimo in tutte queste persone e nelle loro famiglie. SONO FORTUNATA CON LA F MAIUSCOLA. Devo smetterla di lamentarmi del fatto che non ci sono posti nella scuola dove ho lavorato l'anno scorso e devo assolutamente festeggiare”.

#buonascuola, tutte le lettere (di fuoco) a Renzi: dal video alla lavagna fino allo spam
Ultima in ordine di notorietà, quella di ieri recapitata al Presidente del Consiglio a firma di Mary Lo Fiego insegnante di Roma, che scrive: “Caro Sig. Renzi, in data odierna ho firmato mandato al mio Istituto Bancario, per procedere alla restituzione al mittente dei 500 euro arbitrariamente accreditati sul mio conto corrente in data 19.10… Con tale cifra la invito a comprare e studiare il manuale ". Come rinnovare il CCNL COMPARTO SCUOLA" e "Come retribuire regolarmente i docenti precari, senza stipendio da settembre". Con profonda disistima”.

Per “par condicio” dobbiamo però pubblicare anche un messaggio recapitato a Matteo Renzi di tutt’altro tenore, a firma Giovanni (professore umbro) del 21 ottobre 2015: “Sono arrivati. 500 euro, tondi tondi. Non una chiacchiera o una promessa, ma un fatto. 500 euro sul mio conto corrente, provenienti dal Ministero della Pubblica Istruzione. E come me ad ogni INSEGNANTE di ruolo di questo paese, dall'infanzia al liceo. Compresi quelli che berciavano alla distruzione della scuola pubblica e alla deportazione dei neo-assunti, e che ora tacciono, col malloppo in tasca, pronti al prossimo piagnisteo. 500 euro da parte di un Governo che non ho nemmeno votato. E' la prima volta che succede in 25 anni che faccio questo mestiere, in cui di governi e di ministri ne avrò visti passare due dozzine. E di promesse di "riconoscimenti alla funzione docente e blablabla..." ne avrò sentite almeno il doppio. Un bonifico rivolto proprio a NOI, solo a NOI. Un bonifico per la mia formazione e aggiornamento. Un regalo neanche tanto simbolico ma immenso, per i significati che sottende e che vanno ben oltre i benefici materiali. 

Un bonifico con cui mi regalerò finalmente un mini abbonamento a Teatro, quel corso di aggiornamento fuori sede, quei due dizionari di psicologia costosi che puntavo da anni e non mi sarei mai potuto permettere. Ci potevano comprare i gessi e la carta igienica...grideranno scandalizzate e puntuali le anime belle di questo paese; invece io credo esattamente di NO, che averli dati a NOI sia stata la cosa più giusta e straordinaria di un governo dal dopoguerra ad oggi. Perché gratificare un insegnante è l'investimento migliore di una società lungimirante. E quindi anche il più urgente e sommamente utile. Perché i gessi passano, mentre gli insegnanti restano, come presidio di civiltà e di umanità"

La sensazione che la categoria, con le dovute eccezioni, non abbia preso bene il decreto “la buona scuola” è piuttosto evidente.




autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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