Equitalia, buste sospette: cessato allarme a metà non è antrace ma minacce

27 ottobre 2016 ore 10:11, Luca Lippi
Il governo decide di chiudere Equitalia e da diverse parti del Paese arrivano strane buste ‘sospette’ e in alcuni casi 'minatorie' proprio agli uffici di Equitalia.
I fatti: 
Buste contenenti polvere sospetta sono state recapitate mercoledì mattina alle sedi di Equitalia di Milano, Bologna, Aosta, Savona e in Piemonte in quelle di Torino, Biella e Verbania. 
Una è giunta anche all’Agenzia delle entrate di Cuneo. 
L’allarme è scattato verso le 11: sono intervenute le forze dell’ordine e un reparto specializzato dei Vigili del fuoco che sta analizzando la polvere trovata all’interno dei plichi. In alcuni casi le persone che si trovavano all’interno degli uffici e i postini che hanno consegnato le buste sono state condotte in pronto soccorso in via precauzionale. All’interno della busta recapitata nella sede di Equitalia di Bologna c’era anche un messaggio con insulti contro la società. 
In tutti i casi si è trattato, dove emersa la presenza di materiale sospetto, di sostanze non dannose. Gli artificieri e i tecnici dell’anti contaminazione dei vigili del fuoco, dopo aver attivato la procedura d’emergenza hanno escluso la presenza di materiale pericoloso.
I commenti:
Secondo l’interpretazione delle sigle sindacali, si evidenzia un atteggiamento di reazione da parte dei cittadini nei confronti dell’Ente, soprattutto irresponsabilmente (a detta dei sindacati) perpetrato da una propaganda poco attenta alle reali conseguenze di quanto si dice in confronto al messaggio reale che si vuole trasmettere. 
Dunque un attacco che arriva in concomitanza con la decisione del Governo di ‘chiudere’ Equitalia. 
Sull’onda di questa pressione, le rappresentanze sindacali hanno annunciato uno sciopero generale con relativa manifestazione per il giorno 14 novembre. 

Equitalia, buste sospette: cessato allarme a metà non è antrace ma minacce

Dicono i sindacati:È grave e risulta a noi incomprensibile l’atteggiamento di certi rappresentanti delle forze politiche che sembrano incitare i cittadini italiani all’odio nei confronti di coloro che svolgono un’attività così importante nel pieno rispetto, lo ribadiamo, delle leggi vigenti. Del pari ribadiamo che se occorre cambiare le leggi lo si faccia, ma è indispensabile un intervento immediato da parte degli stessi rappresentanti del Governo a tutela di lavoratori al servizio dello Stato! Riteniamo che tale intervento sia ben più urgente di quello contenuto nel decreto che scioglie Equitalia e ne mortifica il personale, mettendone in discussione addirittura le capacità e competenze”. 
Aggiungono, in un comunicato congiunto firmato dalle sigle Fabi, Fist Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Ugl: “Per chiedere una vera riforma fiscale, finalizzata ad un fisco equo e rispettoso delle esigenze reali dei cittadini, ed insieme una condizione di rispetto e riconoscimento della professionalità e dei diritti dei lavoratori tutti, le organizzazioni sindacali del settore hanno indetto uno sciopero generale con relativa manifestazione per il giorno 14 novembre”.
Una notazione,   per una strana coincidenza nella sede dell’Agenzia delle Entrate di Torino si teneva un corso su come comportarsi in casi come questi, cioè alla presenza di buste sospette.  

autore / Luca Lippi
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