Naufragio di migranti al largo della Libia: almeno 90 i dispersi

27 ottobre 2016 ore 11:25, Luca Lippi
Un’altra tragedia del mare, o della disperazione quella che si è consumata ieri al largo delle coste della Libia. 
Proprio ieri erano stati recuperati ventinove cadaveri di migranti nel Canale di Sicilia, a bordo di alcuni gommoni diretti verso l’Italia.
Purtroppo l’ininterrotta scia del fenomeno migratorio non riesce a trovare soluzione di continuità anche per le miti condizioni del tempo di un’estate che sta prolungandosi.
Il portavoce ufficiale della Marina Libica Ayoub Kassem ha dichiarato: “Almeno 97 migranti sono dati per dispersi dopo il naufragio di un barcone davanti alle coste libiche. A bordo dell’imbarcazione viaggiavano 126 persone”. 
Precisa che 29 migranti sono stati salvati, il naufragio si è verificato ieri davanti a Tajoura a est di Tripoli. 
Il gomme era partito ieri mattina da Garabulli, a circa 50 chilometri da Tripoli. Kassem ha aggiunto che la Marina ha raggiunto il barcone nel tentativo di salvare i migranti, ma ha precisato che le forze navali libiche non possiedono imbarcazioni capaci di effettuare grandi operazioni di salvataggio in alto mare.  
Undici salme erano già state avvistate martedì e sono stati presi a bordo delle navi che operano in zona; gli altri sono stati recuperati su altri gommoni. Nella zona, con il coordinamento della Guardia Costiera, hanno operato una nave militare irlandese e navi di organizzazioni non governative. 
Per oggi è attesa a Brindisi la nave Bourbon Argos, di Medici Senza Frontiere, con a bordo altri 12 cadaveri e 246 migranti tratti in salvo.  

Naufragio di migranti al largo della Libia: almeno 90 i dispersi

Stefano Argenziano, responsabile per le operazioni sulla migrazione di Msf, ha dichiarato che il 2016 sarà probabilmente dichiarato l'anno più nefasto per le morti nel Mediterraneo Centrale. Quante tragedie come questa serviranno prima che i leader dell'Ue cambino le loro priorità malriposte sulla deterrenza e forniscano alternative sicure alla traversata in mare?”, ha concluso. 
Secondo un rapporto di Unhcr, nel 2016, sono arrivate in Europa via mare 327.800 persone e 3.740 hanno perso la vita durante la traversata.
William Spindler, portavoce dell'agenzia Onu per i rifugiati, ha confermato che “nel 2016 è stata già superata la soglia record di 3800 morti e dispersi nel Mediterraneo”, nonostante una significativa diminuzione dei tentativi di attraversare il Mediterraneo. Lo scorso anno i morti furono 3.771.
La tratta più pericolosa resta quella tra Libia e Italia: un morto ogni 47 arrivi. Stando a quanto riferisce l'Unhcr, tra Turchia e Grecia c'e' stato un morto ogni 88 arrivi. 
L’aumento della mortalità, nonostante la diminuzione dei tentativi di attraversamento del mar Mediterraneo, sta “nella pessima qualità dei barconi usati dai trafficanti di uomini e dall'aumentato numero di migranti stivati in ogni barcone per aumentare i profitti”.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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