Per Moscovici sono "drammi italiani" sulla lettera Ue e Mattarella richiama Renzi

27 ottobre 2016 ore 11:27, Americo Mascarucci
"Ci chiedono chiarimenti su aspetti centrali delle misure". 
Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan non intendono apportare modifiche alla manovra, le linee sulle strategie del governo intendono farle rispettare a tutti i costi.
"La manovra è già stata definita nel dettaglio e sarà mantenuta - ha detto Padoan - la legge di bilancio mette risorse su crescita e investimenti".
Eppure da Bruxelles i toni erano sembrati orientati al disgelo. 
"Non siamo per la filosofia del bastone – ha sottolineato il commissario agli affari economici della Commissione Ue Pierre Moscovici- questa Commissione non considera il bastone e le punizioni la sua filosofia ed esiste un dispositivo di tappe procedurali per cui se possiamo evitare le punizioni è sempre meglio. Alcuni me lo rimproverano ma me ne prendo la responsabilità ribadendo la necessità di una lettura intelligente delle regole".
Insomma Moscovici ci tiene a precisare che la lettera spedita a Roma deve essere intesa nel senso di una collaborazione con Bruxelles e non come una censura. 
"Da parte nostra abbiamo notato che esiste uno scarto tra l'aggiustamento strutturale chiesto dal Consiglio e le cifre presentate dal governo nel Dbp" ha affermato ancora il commissario Ue agli affari economici su quanto contestato all'Italia nella lettera inviata ieri. "Lo stesso tipo di problema - ha concluso Moscovici - è stato riscontrato anche per Cipro e Finlandia".
Ma è evidente che le posizioni restano distanti soprattutto per ciò che riguarda la flessibilità richiesta dall’Italia per le spese sostenute sui migranti e per la ricostruzione post-sisma del 24 agosto.

Per Moscovici sono 'drammi italiani' sulla lettera Ue e Mattarella richiama Renzi
Dalla Germania è arrivata una parziale apertura alle richieste italiane con la classica metodologia del bastone e della carota dopo che Renzi ha minacciato di porre il veto sul bilancio della Ue se non saranno accettate le richieste italiane in tema di accoglienza dei migranti e non saranno "puniti" i paesi che rifiutano l’accoglienza: 
"Il governo tedesco è completamente d'accordo con quello italiano sul fatto che i Paesi oberati da un alto numero di profughi hanno diritto alla solidarietà Ue e non possono essere lasciati soli. Ma è anche chiaro che l'Italia deve onorare i propri obblighi, tra l'altro in fatto di registrazioni di migranti, hotspot e rimpatri". 
Lo ha detto il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, alla richiesta di un commento sull'annuncio del premier Matteo Renzi su un possibile veto al bilancio Ue. 
La Ragioneria dello Stato intanto non ha ancora dato il suo ok per dubbi sulle entrate della voluntary disclosure, quantificate inizialmente dal governo in 2 miliardi di euro, ora ridotte a 1,6 mld. Un problema cui il governo tenta di ovviare inserendo una clausola di salvaguardia che farebbe aumentare le accise nel caso in cui la voluntary non dovesse fruttare come previsto. 
"Peccato che le clausole di salvaguardia siano vietate - attacca il presidente della Commissione Bilancio della Camera Francesco Boccia - forse si tratta della legge di bilancio di un altro paese".
Insomma, tutto in alto mare è proprio il caso di dire.
E come se non bastasse è arrivato anche il richiamo del Capo dello Stato Sergio Mattarella al Governo: 
"Troppe volte nella dialettica interna e internazionale l’Unione viene criticata, le sue regole trattate come l’esempio di una burocrazia complessa e a volte addirittura oppressiva, come un limite rispetto a un passato esclusivamente nazionale che qualcuno vorrebbe raffigurare come una sorta di età dell’oro. Questo giudizio non rispecchia le straordinarie conquiste di un modello di convivenza e di crescita unico al mondo".  

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