Terremoto, Realacci (Pd): "Deportare gli sfollati dell'Appenino non si sa dove? Sarebbe un'Italia non Italia"

27 ottobre 2016 ore 12:55, Lucia Bigozzi
“Chi pensa di deportare centinaia di comunità dell’Appennino non so dove, ha in mente un’Italia che non sarebbe più Italia”. “Il problema è costruire in maniera giusta ed è sempre più fondamentale investire in sicurezza”. "Gli investimenti previsti dal decreto sono insufficienti e le cifre previste prima vanno purtroppo riviste al rialzo". Tre concetti che Ermete Realacci parlamentare dem e presidente della Commissione Ambiente della Camera, argomenta nell’intervista con Intelligonews sul nuovo terremoto che ha squassato l’Italia centrale. 

C’è grande discussione sull’esistenza o meno di una nuova faglia. Lei da ‘addetto ai lavori’ che idea si è fatto? Cosa sta succedendo negli Appennini, si fa verso una nuova conformazione morfologica oppure è lo sciame sismico del 24 agosto? 

"Non sono in grado di analizzarlo in profondità, ma il concentrarsi di eventi sismici in un tempo così breve fa pensare che siamo in una fase non semplice. Io mi sono fatto l’idea che avevo prima: anzitutto, tranne un signore che è morto di infarto, non ci sono state vittime e questo sembra da mettere in relazione alla buona qualità della ricostruzione dopo il terremoto di qualche anno fa in Umbria e Marche, che in edifici di una certa età consente di salvare vite umane ma non limita i danni che sono stati ingentissimi".  

Cosa c’è da fare in concreto?

"Da un lato abbiamo l’obbligo di aiutare le comunità colpite; dall’altro per chi se ne fosse dimenticato, è un pro-memoria drammatico di quanto è fondamentale l’azione di prevenzione anti-sismica. Con Casa Italia c’è sicuramente un cambio di passo e anche nella legge di bilancio c’è una spinta fortissima sulla prevenzione: ricordo che l’unica misura finora prevista è quella che io e la Commissione che presiedo riuscii a far inserire nella legge di stabilità 2015 sull’estensione dell’ecobonus; adesso si annuncia un’azione molto più decisa". 

Terremoto, Realacci (Pd): 'Deportare gli sfollati dell'Appenino non si sa dove? Sarebbe un'Italia non Italia'
Si parla di migliaia di sfollati: a questo punto il decreto del governo per Amatrice è sufficiente, va aggiornato o serve un nuovo provvedimento?

"E’ chiaro che gli investimenti previsti da quel decreto sono insufficienti e le cifre previste prima vanno purtroppo riviste al rialzo: siamo di fronte a danni abbastanza rilevanti anche per quanto riguarda il patrimonio storico-artistico. Sta al governo valutare se si tratta di agire cambiando l’attuale decreto o pensare ad uno nuovo; la cosa migliore ovviamente sarebbe intervenire sul provvedimento già all’esame del Senato". 

A questo punto è il caso che la politica valuti anche il trasferimento di centri abitati da aree grandemente a rischio sismico e in continuo movimento a luoghi più sicuri? 

"Noi stimano parlando di terremoti seppure pesanti, comunque molto inferiori di quelli sopportati da altri Paesi, penso al Giappone e al Cile. Il problema è costruire nella maniera giusta e, come abbiamo visto, quando si ricostruisce bene, si salvano vite umane. Francamente, chi pensa di deportare centinaia di comunità e Comuni dell’Appennino non so dove, ha in mente un’Italia che non sarebbe più Italia". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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